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Caldo e blackout, la rabbia della Sicilia lasciata al buio: sindaci e cittadini all'attacco di E-Distribuzione

Da Catania a Palermo, passando per Siracusa e il Ragusano, quartieri senza luce per giorni, ospedali in affanno, sindaci pronti alle vie legali. L'azienda: «Situazione eccezionale»

23 Luglio 2026, 16:43

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La rabbia della Sicilia lasciata al buio tra caldo e blackout: sindaci e cittadini all'attacco di E-Distribuzione

Un'estate che sta mettendo a nudo tutte le fragilità della rete elettrica siciliana. Da Catania a Palermo, da Siracusa a Pozzallo, passando per Sciacca e l'hinterland etneo, l'ondata di calore che da giorni non concede tregua all'Isola si sta traducendo in un'emergenza infrastrutturale diffusa: blackout a macchia di leopardo, cavi interrati che cedono sotto il peso delle temperature estreme, quartieri interi al buio per ore se non per giorni. E mentre cittadini esasperati e amministrazioni comunali chiedono conto a E-Distribuzione di anni di mancata prevenzione, la società del gruppo Enel rivendica investimenti già programmati e uno sforzo operativo senza precedenti per fronteggiare quella che definisce un'eccezionalità climatica.

Catania, l'epicentro dell'emergenza

Il capoluogo etneo è tra le le città più colpite. Da Cibali al Pigno, passando per il Borgo, Ognina e Trappeto Nord, interi quartieri sono rimasti ostaggio di blackout prolungati, in alcuni casi durati anche 14 ore consecutive. Emblematico il caso dei residenti di via Monsignor Domenico Orlando, a Ognina, rimasti senza corrente dalle 21.30 di lunedì sera: centodue appartamenti, tra i civici 14, 15 e 17 del complesso Omega e il villaggio Dusmet, alle prese con una situazione che uno dei condomini, Maurizio Vaccaro, ha definito senza mezzi termini «da Terzo Mondo». A pesare, secondo la sua testimonianza, non è solo il disagio in sé quanto l'incertezza sui tempi di ripristino, con l'azienda che avrebbe prima annunciato una risoluzione entro otto ore salvo poi rinviare senza una tempistica definita.

Non va meglio a chi vive nella zona del Pigno. Christian Celano, residente di via del Cedro, racconta un problema che si ripete ogni estate da anni, aggravato quest'anno da blackout fino a 14 ore nonostante le ripetute segnalazioni a E-Distribuzione, le Pec e i solleciti al Comune rimasti senza esito. Con due bambini piccoli in casa e un piano cottura a induzione reso inutilizzabile dall'assenza di corrente, Celano lamenta spese extra per i pasti fuori casa, in quella che descrive come una situazione che meriterebbe attenzione pubblica per il numero di famiglie coinvolte.

I disagi non si limitano al centro cittadino. I guasti hanno interessato anche diversi Comuni dell'area metropolitana, tra cui Misterbianco, San Pietro Clarenza, Gravina di Catania e Biancavilla, oltre alla zona industriale. In diversi casi l'effetto si è propagato anche al servizio idrico, con le pompe di sollevamento rimaste prive di alimentazione elettrica e i cittadini privati contemporaneamente di luce e acqua. A questo si aggiungono le segnalazioni di disagi che vanno avanti da oltre 48 ore anche ad Adrano, Biancavilla e Belpasso, dove i distacchi a macchia di leopardo continuano a colpire l'erogazione di energia. A Belpasso il sindaco Carlo Caputo ha poi diffuso sui suoi social un video (di seguito) nel quale elenca i tanti motivi alla base dei distaccamenti, noti da anni, chiedendo interventi.

Il meccanismo del guasto: non solo condizionatori

Dietro l'emergenza non c'è solo l'uso massiccio di climatizzatori. Il calore estremo, spiegano gli esperti, modifica le caratteristiche termiche del terreno in cui sono posati i cavi elettrici: quando il suolo perde umidità aumenta la sua resistività termica, diventando meno efficace nel disperdere il calore prodotto dai cavi. Il risultato è un surriscaldamento che, secondo la stessa E-Distribuzione, può portare i cavi interrati a lavorare in condizioni di esercizio ben oltre quelle previste dalla normativa tecnica vigente, con guasti repentini che l'azienda definisce imprevedibili e inevitabili.

A questo si somma il carico prolungato della domanda energetica: l'uso continuo di impianti di climatizzazione durante giornate e notti tropicali tiene la rete sotto stress per molte ore consecutive, riducendo i tempi utili al raffreddamento delle infrastrutture. Quando i guasti interessano più punti contemporaneamente, la ridistribuzione dei flussi su altre linee - normale strumento di emergenza degli operatori - non basta più.

Siracusa e Palermo: dall'energia all'acqua, effetto domino

A Siracusa il fenomeno si è manifestato con micro-interruzioni e sbalzi di tensione concentrati soprattutto nella zona alta della città. E-Distribuzione ha attribuito i disservizi alla combinazione di caldo estremo, siccità e, in alcuni casi, agli effetti indiretti degli incendi, fattori che mettono sotto stress in particolare i cavi interrati nelle aree urbane. L'effetto a catena si è esteso anche alla rete idrica: Aretusacque ha segnalato guasti a impianti e condotte dopo numerose micro-interruzioni elettriche verificatesi nella notte tra il 9 e il 10 luglio, con conseguenti abbassamenti di pressione nelle zone servite dai serbatoi di Bufalaro Alto e Basso.

A Palermo la situazione si è aggravata nella seconda metà di luglio, con blackout diffusi in più zone della città legati al surriscaldamento dei cavi di distribuzione sotterranei. Il 21 luglio un blackout esteso ha colpito una vasta area del centro cittadino, costringendo diversi supermercati a collegarsi ai gruppi elettrogeni per salvare la catena del freddo. Lo stesso giorno il Comune ha reso nota una terza diffida inviata a E-Distribuzione dopo due segnalazioni formali rimaste senza soluzione definitiva, denunciando famiglie rimaste senza energia per giorni nel pieno dell'ondata di calore, con possibili ripercussioni sulla salute di anziani, bambini e persone che dipendono da apparecchiature elettromedicali.

Particolarmente delicato il caso dell'ospedale Civico di Palermo, dove per giorni si sono susseguiti frequenti distacchi di energia che hanno interessato diversi reparti, compreso il pronto soccorso. Nella mattinata di giovedì i disagi si sono manifestati anche con il mancato funzionamento degli impianti di climatizzazione, al punto che nell'area dell'emergenza si sarebbe perfino ipotizzato uno spostamento di pazienti. L'azienda sanitaria ha attribuito le interruzioni a cause esterne legate a E-Distribuzione, riferendo di un danneggiamento dei climatizzatori e assicurando un rapido intervento dell'ufficio tecnico, con la situazione tornata regolare senza trasferimenti di pazienti.

Pozzallo e Marina di Ragusa: la protesta sale di livello

Nel Ragusano la vicenda ha assunto anche un risvolto istituzionale e legale. A Pozzallo il sindaco Roberto Ammatuna ha scritto al Prefetto di Ragusa chiedendo la convocazione urgente di un tavolo con Enel/E-Distribuzione, dopo giorni di blackout che hanno colpito contemporaneamente energia e acqua in diverse zone della città, con danni a negozi, strutture ricettive e famiglie prive di climatizzazione. Il Comune ha già autorizzato con una delibera di giunta la nomina di un legale per un parere relativo a una diffida formale inviata a Enel Energia, aprendo di fatto la strada a un possibile contenzioso.

Non è la prima volta che l'amministrazione pozzallese affronta il problema: già nell'agosto 2024 un vertice con i rappresentanti di Enel Distribuzione aveva portato alla proposta di nuove cabine elettriche come risposta strutturale alle criticità estive, un impegno che, a distanza di un anno, la nuova ondata di blackout sembra smentire nei fatti. Un caso analogo si è registrato pochi giorni fa a Marina di Ragusa, dove il sindaco Peppe Cassì ha ricostruito un blackout durato circa un'ora, causato dalla contemporanea presenza di 15 guasti in aree vicine, aggravati dal caldo e dalla forte richiesta di energia.

Sciacca: tregua in arrivo dal weekend

Situazione critica anche ad Agrigento, con Sciacca alle prese con guasti diffusi legati al surriscaldamento delle cabine elettriche e all'uso massiccio di climatizzatori. L'assessore Salvino Patti ha riconosciuto l'impegno dei tecnici Enel e della ditta Raitano, al lavoro «sotto il sole cocente e a qualsiasi ora del giorno e della notte» per individuare i guasti. Secondo le previsioni, da venerdì è attesa una graduale attenuazione dell'ondata di calore, con un calo delle temperature più sensibile nel fine settimana: una tregua che dovrebbe favorire, con la riduzione dei consumi elettrici, un progressivo ritorno alla normalità della rete.

La versione di E-Distribuzione: «Situazione eccezionale, oltre mille tecnici al lavoro»

Sul fronte istituzionale, il segretario del Pd Sicilia Anthony Barbagallo ha reso noto di aver incontrato i rappresentanti degli Affari Istituzionali di Enel per chiedere garanzie sulla tenuta delle infrastrutture elettriche dell'Isola, con particolare riferimento all'area etnea, dove tra il 17 e il 19 luglio gli eventi climatici estremi avrebbero portato E-Distribuzione a dichiarare lo stato di allarme nel Centro operativo di Catania. Secondo quanto riferito da Barbagallo, la società avrebbe assicurato investimenti per oltre 300 milioni di euro nella sola provincia di Catania per il periodo 2026-2028, insieme a un potenziamento degli organici sul territorio, con le unità operative salite a 158 e il personale tecnico a 65 addetti.

E-Distribuzione ha ricostruito la vicenda parlando di un'ondata di calore che non ha colpito solo la Sicilia ma diversi altri Paesi europei, con temperature che in alcune zone dell'Isola avrebbero superato i 45°C e punte fino a 60°C sull'asfalto. Una situazione definita dall'azienda «straordinaria e imprevedibile», che unita alla scarsità di piogge starebbe sottoponendo le infrastrutture elettriche interrate a condizioni di esercizio che andrebbero ben oltre quelle previste dalla normativa tecnica vigente. Secondo la società, i materiali isolanti dei cavi interrati, in queste condizioni, non riuscirebbero a smaltire adeguatamente il calore, generando guasti repentini che l'azienda definisce imprevedibili e inevitabili. A complicare il quadro, in alcuni casi, anche la necessità di disalimentare porzioni di rete per ragioni di sicurezza legate agli incendi in corso.

Le province più colpite, secondo E-Distribuzione, sono Palermo, Catania, Messina, Agrigento e Siracusa. La durata delle interruzioni sarebbe stata generalmente di poche ore, sebbene nei casi più complessi i disservizi su singole utenze si siano protratti più a lungo. Per fronteggiare l'emergenza l'azienda dichiara di avere sul territorio regionale oltre mille tra tecnici e operatori, supportati dalle imprese appaltatrici e da una task force nazionale inviata con mezzi e personale aggiuntivi.

Sul fronte degli investimenti strutturali, E-Distribuzione rivendica un piano pluriennale avviato già nel 2024 per potenziare e rendere più resiliente l'infrastruttura elettrica siciliana di fronte a eventi climatici sempre più frequenti e a picchi di domanda energetica in crescita, che prevederebbe la realizzazione del più alto numero di nuove dorsali di media tensione e cabine primarie di tutto il territorio nazionale.

Una fragilità strutturale, non solo un'emergenza stagionale

Resta, al netto delle rassicurazioni aziendali, il nodo di fondo sollevato da cittadini e amministrazioni: una rete pensata per un clima diverso da quello attuale, la cui esposizione a ondate di calore sempre più intense è riconosciuta da anni, nella stessa documentazione tecnica di E-Distribuzione, come fattore strutturale di rischio, non più come eccezione. Il precedente dell'estate 2023, quando un'ondata di calore analoga causò numerosi incendi e guasti sulla rete di media tensione interrata in Sicilia, è tornato quest'anno a ripresentarsi quasi identico. La domanda che attraversa tutte le città coinvolte, dai condomini di Ognina ai palazzi comunali di Pozzallo, resta la stessa: quanto tempo servirà ancora perché gli investimenti annunciati si traducano in una rete davvero capace di reggere l'estate siciliana?