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Paternò

Lanciano uno scooter giù dalla scalinata della collina storica

Paternò, grave atto vandalico sulla collina storica: due giovani lanciano uno scooter dalla scalinata settecentesca, indagini in corso e dura condanna di cittadini e associazioni

23 Luglio 2026, 18:31

Lanciano uno scooter giù dalla scalinata della collina storica

Gravissimo atto vandalico sulla collina storica della città. Due giovani, mercoledì notte, hanno gettato uno scooter dalla scalinata settecentesca, con il mezzo rimbalzato lungo gli scalini, per fermarsi ai piedi della stessa. Un’azione condannata con forza da molti cittadini e dalle associazioni culturali, in testa dall’Archeoclub regionale, per voce del suo coordinatore, Francesco Finocchiaro.

Tutto è cominciato poco dopo la mezzanotte, come raccontato da un testimone che ha assistito alla scena e che ha poi lanciato l’allarme con una chiamata ai carabinieri della Compagnia di Paternò. La collina in quel momento era piena di gente. Secondo il racconto un giovane, in compagnia di un amico, ha preso lo scooter, in sosta nei pressi della chiesa della Matrice, per lanciarlo nel vuoto, prima dalla scalinata centrale, poi, una volta piombato sul sagrato, lo scooter è stato rimesso in piedi e gettato ancora più giù dalla scala di sinistra con il mezzo finito più in basso, davanti l’altarino della Madonna delle Grazie.

Non contento, il vandalo ha raggiunto lo scooter, lo ha rimesso in piedi e poi ancora un volo, questa volta lungo la scalinata. Il mezzo si è fermato quasi alla fine della scalinata stessa, perdendo numerosi pezzi lungo il tragitto.

Le indagini di quanto accaduto sono condotte dalla polizia locale, con gli agenti che hanno effettuato un sopralluogo, oltre a visionare le riprese delle telecamere. Lo scooter, un 50 senza targa, non risulterebbe rubato, si cerca il titolare del due ruote e soprattutto si cercano i due ragazzi autori del gravissimo atto vandalico che avrebbe potuto determinare danni alla scalinata.

Le incursioni vandaliche sulla collina storica di Paternò non sono una novità. Le scritte sui muri dei monumenti sono l’esempio lampante dello scempio che si perpetra con costanza. Chi agisce lo fa nella consapevolezza e nell’assoluta tranquillità che non pagherà mai per il danno arrecato.