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23 luglio 2026 - Aggiornato alle 22:04
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La tragedia

Il vigile del fuoco morto nel Nisseno mentre spegneva un rogo, cordoglio di Mattarella e Meloni

L'M5S ha presentato un'interrogazione urgente. Per il Conapo servono misure concrete

23 Luglio 2026, 20:18

20:34

He had one year until retirement: the firefighter struck down by a sudden illness amid the flames.

Un'interrogazione parlamentare urgente e decine di messaggi di cordoglio, tra i quali quelli del Capo dello Stato Sergio Mattarella, accompagnano la morte di Alessandro Marchì, il vigile del fuoco deceduto ieri per un malore mentre spegneva un incendio in provincia di CaltanissettaMacrì, 59 anni, originario di San Cataldo (Cl), sarebbe andato in pensione tra qualche mese. Lascia una moglie e tre figli.

«Profondamente rattristato, esprimo a lei e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco la mia solidale vicinanza, pregandola di far pervenire ai familiari le espressioni di commossa partecipazione al loro cordoglio», ha scritto il Presidente della Repubblica.

E parole accorate sono state espresse anche dalla premier Giorgia Meloni.

«La scomparsa del capo reparto Alessandro Marchì ci addolora profondamente. Ha perso la vita svolgendo fino all'ultimo il proprio dovere con coraggio, dedizione e straordinario senso di responsabilità», ha scritto.

Il M5S ha presentato invece una interrogazione urgente.

«Nella sola giornata di ieri si sono registrati ben due malori cardiaci acuti tra il personale operativo impegnato sul campo, a conferma di quanto il dispositivo di soccorso sia al collasso, perché si sta chiedendo ai nostri uomini un sacrificio umano che non è sostenibile», fa sapere in una nota il deputato Davide Aiello.

«Attraverso questa interrogazione - aggiunge - chiediamo al Governo di intervenire ad horas attraverso quattro azioni indifferibili: l'istituzione immediata di una commissione indipendente per verificare l'idoneità del dispositivo di soccorso in Sicilia; il rispetto dei riposi minimi di legge e l'adeguatezza del Documento di Valutazione dei Rischi sullo stress termico; il trasferimento urgente in Sicilia di rinforzi operativi provenienti dai Comandi di altre Regioni attualmente non in emergenza; una sorveglianza sanitaria straordinaria per il personale esposto; il monitoraggio quotidiano dell'orario di servizio, con il blocco immediato di qualsiasi disposizione che metta a rischio la salute e l'incolumità del personale. Ci aspettiamo dal governo una risposta immediata». 

Chiede misure concrete per la sicurezza degli operatori il segretario generale del Conapo Marco Piergallini.

«Dal 18 luglio i vigili del fuoco hanno effettuato oltre 1.400 interventi in Sicilia e nella giornata di ieri - spiega - più di 900 operatori sono stati impegnati contemporaneamente. Sono numeri che descrivono una pressione operativa eccezionale sul personale».

«Non bastano richiami in servizio e straordinari. Servono organici adeguati, rotazioni effettive, tempi di recupero, assistenza sanitaria e procedure specifiche per le attività svolte con temperature estreme», afferma il sindacalista dei vigili del fuoco.

«Negli incendi boschivi il Corpo nazionale concorre alle operazioni nell'ambito di un sistema di competenza regionale. Le Regioni - aggiunge - devono quindi assicurare pienamente prevenzione, pianificazione e lotta attiva, evitando che le carenze ricadano sul soccorso tecnico urgente e sui vigili del fuoco».