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I nodi del Barbera

Arrivano tutti i sì per lo stadio, ma ora è corsa contro il tempo. E il Palermo "copre" i 30 milioni mancanti

La road map è fittissima, dai pareri alla delibera. Frizioni tra il sindaco e la parlamentare Varchi, che dichiara: "La mia iniziativa alla Camera sul Palermo solo rinviata"

24 Luglio 2026, 06:45

06:50

Arrivano tutti i sì per lo stadio, ma ora è corsa contro il tempo. E il Palermo "copre" i 30 milioni mancanti

Che i soldi mancanti per lo stadio verranno tirati fuori, è certo. E lo farà il Palermo calcio. Mica bruscolini, i circa trenta milioni di euro che sembra si siano per adesso arenati dalle parti del Tevere, a pochi giorni dall’ora X per l’approvazione della convenzione tra Comune e club, presupposto essenziale per l’auspicata stura dello champagne alle designazioni Uefa per Euro 2032, fissate il 31.

Un crescendo di preoccupazione e pungolo, nelle ultime convulse ore del capo di gabinetto Sergio Pollicita, che ha scritto, riscritto e ribadito che senza quei 30 milioni non se ne faceva, non poteva farsene, niente. Nell’ultima missiva, l’altro ieri, Pollicita scrive unitamente al rup Francesco Trapani per comunicare l’esito positivo della conferenza dei servizi decisoria. Postilla: il Palermo «ha precisato nel Pef del 09/07/2026, che sono in corso specifiche interlocuzioni e che, qualora le risorse non siano tempestivamente reperite, il club si riserva ogni valutazione in ordine alla relativa copertura». Tradotto: stiamo aspettando i soldi dello Stato. Invano. E Pollicita insiste: «Al fine di inoltrare la proposta di deliberazione consiliare in tempo utile per l’approvazione entro il termine perentorio del 31, si invita il Palermo a sciogliere la riserva entro il 24, termine ultimo oltre il quale la proposta di deliberazione verrà ritenuta irricevibile per le finalità connesse a Euro 2032». Il Palermo risponde subito: «Paghiamo noi». Anche qui postilla: «Saremo in grado di sostenere questo ulteriore sforzo nel presupposto che rimangano del tutto inalterate le previsioni del Pfte e, quindi, anche esenzioni fiscali e risparmi, nonché attività imprenditoriali e conseguenti ricavi». La sensazione è che si vadano addensando nodi che incontreranno il pettine del tempo (poco, pochissimo) e dei necessari pareri contabile e di legittimità, rispettivamente in capo al ragioniere generale e al segretario generale. A partire dalle esenzioni tributarie, che nel Pfte riguardano Imu e Cup (non la Tari). Intanto, si naviga a vista, con un’ulteriore modifica in bozza (terzo emendamento, dopo le uscite di maggio, poi di giugno, del 9 luglio e infine di ieri). Anche la voce «attività imprenditoriali e conseguenti ricavi» incontra il verbale della conferenza dei servizi, che cristallizza, come documentato settimane fa da La Sicilia, per esempio il parere dei Rangers d’Italia, ente gestore della Riserva di Monte Pellegrino, che «subordina l’autorizzazione» non solo «all’esclusione del parcheggio nell’ex campo nomadi», ma pure «all’esclusione del parcheggio del piazzale dei Matrimoni, all’adozione di misure idonee a prevenire fenomeni di inquinamento luminoso e alla salvaguardia della fauna tutelata, con particolare riferimento all’Aquila di Bonelli, escludendo eventi musicali suscettibili di arrecare disturbo alle specie protette». Tradotto: dalle «attività economiche» restano ancora fuori i concerti, che nel piano finanziario sono asset di ricavo fondamentale. Il verbale dà comunque esito positivo: «Le prescrizioni pur comportando la revisione delle soluzioni progettuali, non compromettono la complessiva fattibilità».

Intanto, l’ansia mista a curiosità si tagliava a fette a Villa Niscemi, sede ieri della riunione tra i capigruppo, Pollicita, Trapani, il vicesindaco Brigida Alaimo, il presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo, il segretario generale Raimondo Liotta. La convenzione è una bozza, per essere travasata in formale proposta di delibera dovrà raccogliere i pareri contabile e di legittimità, poi andrà trasmessa ai consiglieri almeno cinque giorni prima della trattazione. Infine, va calendarizzata.

A contorno, tra tante portate, il caso dell'irritazione del sindaco Roberto Lagalla per l'iniziativa promossa da Carolina Varchi, parlamentare di Fratelli d'Italia e suo ex assessore e vice, per martedì prossimo, che prevedeva, sul tema "Il Sud in Europa - Palermo Fc Storia di partecipazione popolare" l'intervento, alla Camera dei deputati, del ministro dello Sport Andrea Abodi, del presidente Figc Giovanni Malagò e di Alberto Galassi, Dario Mirri e Giovanni Gardini, rispettivamente consigliere di amministrazione del City Football Group, presidente e direttore generale del Palermo Fc. La conferenza è stata non annullata, come voleva la voce girata nel pomeriggio, ma rinviata. Il sindaco non avrebbe apprezzato particolarmente quella che è stata "sentita" come una celebrazione della dirittura d'arrivo dell'affare stadio, mentre ancora la delibera, inaspettatamente, balla nel mondo dei se e dei quando. Varchi, dal canto suo, fuga ogni fumo di polemica, dichiarando che "il livello del parterre non lascia dubbi circa la natura ad adiuvandum dell’iniziativa che ho liberamente promosso secondo le mie prerogative da parlamentare. Appreso tuttavia che il consiglio comunale per quella data non avrà ancora deliberato, per rispetto dell’organo consiliare, ho preferito posticipare l’iniziativa che si svolgerà comunque a Roma in altra data. Mi riesce difficile pensare che il sindaco Lagalla non voglia cogliere una simile opportunità in vista della possibile candidatura agli europei 2032".