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Palermo

Il deputato Figuccia protesta con i residenti a Bellolampo: «No al termovalorizzatore qui»

Sit in nei pressi della discarica: "Nessun attacco alla maggioranza, ma il luogo non è quello giusto"

24 Luglio 2026, 06:30

Il deputato Figuccia protesta con i residenti a Bellolampo: «No al termovalorizzatore qui»

Il sit in è stato spontaneo, giura Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Ars. Come dire, in altre parole, che non è stato lui a mettere insieme quel centinaio di residenti che, mercoledì, hanno sfidato il caldo per protestare contro la discarica di Bellolampo e soprattutto contro il termovalorizzatore che la Regione progetta. Puntualizzazione da deputato spesso critico con la sua stessa maggioranza. «Io non sono contrario ai termovalorizzatori - precisa - anzi, ben vengano. Ma Bellolampo non è l’area adatta, è già compromessa da decenni di sfruttamento. Non c’è nessun attacco politico, solo una questione di opportunità rispetto alla localizzazione».

La voce è unanime con quella dei residenti. Nelle case, a ridosso della discarica, l’aria è irrespirabile, lamentano. «Prima di pensare a un termovalorizzatore lì - continua il deputato - la zona andrebbe bonificata. Da decenni assistiamo ad un sistema di deposito abnorme. Ricordiamoci poi che, in questo caso, il cinquanta per cento dei rifiuti di tutta la Sicilia attraverserebbe il cuore della città». La metà dei rifiuti appunto perchè, nei progetti già avanzati di Palazzo d’Orléans, l’impianto di trattamento farebbe il paio con quello di Catania, sulla sponda orientale. «Sarebbe più opportuno individuare aree alternative - continua - penso a zone in prossimità di uno svincolo autostradale e vicino ad una centrale termoelettrica». L’identikit perfetto di Termini Imerese. «Oppure zone geograficamente accessibili e isolate», corregge il tiro. «Per essere chiari: i termovalorizzatori possono stare anche nel cuore di una città, ma Bellolampo è già compromessa, merita pace». Figuccia si fa portavoce dei disagi dei residenti di Borgo Nuovo e dei quartieri limitrofi che si estendono a valle della discarica. «La prospettiva della quarta vasca qua fa paura - dice Figuccia - i cittadini sono esasperati». E auspica trasparenza e partecipazione oltre che «valutazioni ambientali, sanitarie e infrastrutturali rigorose».

Francesca Carollo è fra gli organizzatori del sit in. «I residenti hanno partecipato in massa - racconta - dagli altri quartieri meno, ma i tempi erano stretti. Noi vogliamo solo far capire che Bellolampo è satura, ospita rifiuti da decenni. Perché caricare ancora quest’area? È da incoscienti». Carollo parla di un «territorio devastato, anni di abusi e mancanza di regole. Non sappiamo nemmeno cosa respiriamo - dice - avvertiamo degli odori forti, puzza e irritazione a naso e gola, come una sensazione di allergia. C’è sempre stato e aumentava con il caldo, ma quest’anno è stato peggio, anche in inverno». Anche gli abitanti non sono contrari ai termovalorizzatori. «Non diciamo no - conclude Carollo - ma non qui, il terreno è instabile, caricato da decenni di rifiuti».

Dubbi che si aggiungono a quelli degli ambientalisti che temono possano finire bruciati anche rifiuti da riciclare, oltre a danni per la salute e costi eccessivi. Il responsabile del procedimento, Salvo Cocina, ha replicato: «Emissioni certificate ai livelli più bassi d’Europa, nessun danno alle falde o iperconsumo».