L’indagine della dda di Reggio calabria
Il chiosco vicino l’ospedale di Catania e quell’incontro coi narcos: «Ti porto 20 chili di lemon»
Grazie alle intercettazioni gli investigatori hanno seguito in diretta la trattativa per l’acquisto dell’hashish e il viaggio affrontato dai corrieri
Il narcotrafficante Francesco Alvaro, pezzo da novanta della criminalità calabrese, ha chiuso molti affari con i grossisti di droga catanesi. Nelle carte dell’operazione della Dda di Reggio Calabria, scattata due giorni fa con arresti anche a Catania, sono finite le intercettazioni della trattativa per la vendita di un grosso quantitativo di hashish. Alvaro, in un primo momento, ha provato a commercializzare 45 chili di hashish di tipo lemon, ma l’acquirente catanese - rimasto ignoto - ha rifiutato l’offerta. «No amico ma è troppo caro per quello che devo fare io. Mi devi scusare, ma io cerco il commerciale».
La negoziazione però è ripresa qualche giorno dopo. «Mi hanno proposto sto fumo, se può interessare». Questa volta il catanese ha accettato ma chiedendo un piccolo sconto rispetto al prezzo proposto. «Amico mio fai una cosa mandali tutti e 20». I due, dopo qualche telefonata per determinare il giusto costo, si sono accordati per la consegna per il 12 settembre 2020, alla quale avrebbe partecipato personalmente Alvaro per risparmiare qualcosina sul trasporto dalla Calabria a Catania. «Veniamo io e il corriere con due mezzi così faccio la strada e te lo presento .. così per la prossima volta sa dove venire e da chi». L’incontro è avvenuto - annota la gip di Reggio - vicino l’ospedale Garibaldi nel quartiere Nesima di Catania. «Ci vediamo all’ospedale Garibaldi di Nesima. Proprio vicino alla rotonda sono, c’è un chioschetto di frutta e io sono parcheggiato davanti».
Dalla lettura dei dialoghi è emerso «chiaramente - certifica la giudice - come i due trafficanti abbiano in prima battuta trattato la vendita di un quantitativo di hashish di qualità “lemon” e poi concordato la cessione di una tipologia meno costosa al prezzo di 1.500 euro al kg». Resta un mistero però chi sia il grossista catanese che ha fissato il rendez-vous a pochi passi dall’ospedale.

