Operazione Abisso 2
Il carico di cocaina perduto in mare, ecco chi è il calabrese latitante
L'indagato si è presentato all'interrogatorio preventivo ma poi si è reso irreperibile. Coinvolto in tre inchieste alle falde dell'Etna
Il calabrese Giuseppe Curciarello, in poco meno di un anno, è stato coinvolto in tre indagini della guardia di finanza. Il denominatore comune delle inchieste è il traffico di droga. Ora Curciarello è irreperibile.
La scorsa settimana è sfuggito alla cattura nell’ambito del secondo capitolo dell’operazione “Abisso”. Eppure all’interrogatorio preventivo, che si è svolto davanti alla gip Anna Maria Cristaldi, l’indagato si era presentato. Curciarello si era avvalso della facoltà di non rispondere. «Gli odierni indagati - scrive la giudice nell’ordinanza - erano impegnati in un fruttuoso traffico di sostanze stupefacenti, anche del tipo cocaina, verso l’isola di Malta o verso il clan Borgata Santa Panagia di Siracusa». Curciarello, Antonio Scarfò detto “Paco” - l’altro calabrese destinatario dell’ordinanza in carcere - e Giuseppe Platania «erano interessati al recupero di 1.918,06 chili di cocaina».
Per la gip un «quantitativo che dimostra collegamenti con organizzazioni criminali che operano su scala internazionale». Il carico di droga a cui si riferisce la giudice è quello sequestrato dal Gico della guardia di finanza tre anni fa. I due calabresi tentarono di coinvolgere i catanesi - in particolare Ninuzzo Vasta che è stato arrestato nel primo filone senza la necessità del filtro dell’interrogatorio preventivo - per poter recuperare l’ingente partita di droga “scaricata” tra le onde del Mediterraneo.
I finanzieri però furono più veloci degli indagati, che per intercettare il carico avevano anche coinvolto armatori e pescatori. Una perdita davvero ingente per il circuito criminale sull'asse Calabria-Sicilia-Malta. Uno degli indagati non è stato raggiunto da alcuna misura perché è già detenuto in un carcere maltese. Ma torniamo al latitante calabrese. Il nome di Curciarello è già comparso in due inchieste.
La prima è “Lost and Found”, che ha riguardato l’arrivo al porto di Catania di droga all’interno di container con l’ombra del clan Pillera-Puntina. La seconda è l’operazione “Lumia” che ha fotografato il salto imprenditoriale del clan Laudani di Catania. In tutti e due i procedimenti la misura cautelare è stata poi revocata: Curciarello, infatti, era libero quando gli è stata notificata la convocazione per l’interrogatorio preventivo. Ma gli investigatori stanno già lavorando per far durare la latitanza il meno possibile.


