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la pena espiata

Mafia a Catania, tornato in libertà il cappelloto Pantellaro

Condannato nel processo Camaleonte, per un periodo è stato il capo del clan

24 Luglio 2026, 05:24

07:06

Mafia a Catania, tornato in libertà il cappelloto Pantellaro

 

È tornato in libertà da qualche giorno Giovanni Pantellaro. Il cappelloto, difeso dagli avvocati Mario Brancato e Giuseppe Grasso, ha terminato di scontare la condanna inflittagli nel processo scaturito dalla maxi inchiesta “Camaleonte”. La pena finale era stata di otto anni, ma ne ha espiati sei. L’operazione della squadra mobile è scattata nel 2020: fu raso al suolo l’organigramma della famiglia mafiosa dei Cappello. Pantellaro (da non confondere con l’ex pentito detto “giocattolo”) è stato considerato per un periodo il reggente della famiglia mafiosa.

Prima di passare in rassegna quello che è emerso dall’operazione “Camaleonte”, facciamo un piccolo passo indietro. Pantellaro, diversi anni prima del blitz, fu arrestato per una serie di truffe alle assicurazioni. Nel 2015 i poliziotti lo hanno ammanettato per aver ferito Franco Ragusa ‘u sceriffo, volto dei vecchi cursoti ma poi coinvolto nel blitz Zeta, che azzerò il gruppo Santapaola di piazza “San Cocimo”. Poi il nome di Pantellaro è comparso anche nelle carte dell’inchiesta Vento di Scirocco: il capo all’epoca dei Mazzei, Angelo Privitera, l’avrebbe convocato per risolvere una questione mafiosa.

Nelle carte del processo Camaleonte, diversi indagati citano Pantellaro sempre per dirimere contrasti. Un ruolo che spetta al reggente. La sua posizione di ‘vertice’ fu ancora più chiara quando il cappelloto ora in libertà convocò una sorta di “tavolo di concertazione” con i responsabili del clan Cappello. Il quadro probatorio a suo carico è stato arricchito anche dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori. L’ex boss Salvuccio Bonaccorsi guardando la sua foto nel 2017 spiegò ai pm che era lui il “responsabile del clan Cappello”. Lo avrebbe appreso da Seby Calogero nel carcere di Siracusa. Posizione confermata anche da Sebastiano Sardo, il narcotrafficante conosciuto con lo pseudonimo “occhiolino”.