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il racconto

San Cataldo: il "day after" a Mimiani tra la rabbia e la disperazione: «Una situazione surreale e delirante»

Fiamme spinte dal vento hanno minacciato case e aziende agricole, dietro alla devastazione c'è stata la mano dell'uomo

24 Luglio 2026, 05:09

05:10

San Cataldo: il "day after" a Mimiani tra la rabbia e la disperazione: «Una situazione surreale e delirante»

Un pomeriggio da incubo, con il fuoco che avanzava rapidamente sospinto dal vento, lambiva le abitazioni e costringeva decine di persone ad abbandonare le proprie case. E poi anche la tragedia della morte del capo reparto dei Vigili del Fuoco Alessandro Marchì, mentre un collega è finito in ospedale intossicato dal fumo.

È il bilancio della drammatica giornata di mercoledì vissuta nelle campagne di San Cataldo, dove un vasto incendio ha interessato le contrade Mimiani, Chiapperia, San Leonardo e Palombara, mettendo a rischio abitazioni, aziende agricole e persone. Un evento che purtroppo si ripete tutti gli anni e dovrebbe far pensare ad interventi seri e definitivi per scongiurare tali eventi. A descrivere quanto accaduto è il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, ing. Salvatore Cantale, che parla di una situazione “surreale e delirante”, non solo per quanto avvenuto a Mimiani, ma anche per le numerose emergenze affrontate negli ultimi giorni tra Butera, Sutera, l'autostrada A19 Palermo-Catania e il territorio sancataldese.

Secondo una prima ricostruzione, nella stessa fascia oraria sarebbero stati appiccati nell’area di Mimiani contemporaneamente sei o sette incendi, circostanza che ha reso ancora più complessa la gestione dell'emergenza. Le fiamme hanno divorato terreni incolti, una piccola pineta e alcune strutture rurali in legno, arrivando a pochi metri dalle abitazioni. In diverse zone si è reso necessario evacuare le famiglie per consentire ai soccorritori di operare in sicurezza. Momenti di forte apprensione anche per alcune aziende agricole, con il fuoco che ha minacciato coltivazioni e fabbricati. “È stato terribile, sembrava di essere in guerra” - racconta una residente - c'erano vigili del fuoco, forestali, protezione civile, ambulanze e forze dell'ordine ovunque. Abbiamo visto case avvolte dal fumo e persone costrette a lasciare le proprie abitazioni.

Determinante il lavoro dei Vigili del Fuoco, impegnati per ore insieme al Corpo forestale, alla Protezione civile e alle altre forze di soccorso per contenere il fronte dell'incendio e mettere in salvo le abitazioni più esposte. Un impegno riconosciuto anche dai cittadini, che sui social hanno rivolto un pensiero ai soccorritori: “Siete i nostri angeli custodi. Avete operato in condizioni climatiche estreme e sotto una pressione enorme, rischiando la vostra vita per proteggere quella degli altri”.

Una giornata drammatica che, oltre ai danni ambientali e materiali, resterà impressa anche per la morte del capo reparto dei Vigili del Fuoco Alessandro Marchì, colto da un malore mentre era impegnato nelle operazioni di spegnimento, trasformando quella che era già una delle giornate più difficili dell'estate in una tragedia che ha colpito tutti. Il fuoco in quell’area è proseguito tutta la notte e soltanto ieri mattina la situazione è tornata alla normalità. Sempre ieri è stato dimesso dall'ospedale il vigile del fuoco che era rimasto intossicato.