Attualità
Marina di Ragusa, l'alcol e i controlli sulla malamovida: ecco che cosa sta succedendo
L'azione di verifica da parte delle forze dell'ordine è destinata a prolungarsi per tutto il periodo estivo
C’è un dato che, più di altri, racconta la stagione che Marina di Ragusa sta vivendo: la sicurezza non è più un tema accessorio dell’estate, ma la condizione minima per garantire una convivenza civile in un territorio che, nei mesi caldi, cambia pelle. E i Carabinieri della Compagnia di Ragusa, negli ultimi giorni, hanno scelto di presidiare questo cambiamento con un’azione più intensa, più visibile, più strutturata.
Il cuore dell’intervento riguarda la vendita di alcolici, soprattutto ai minorenni. Non è un dettaglio: è il punto in cui si incrociano responsabilità commerciali, fragilità giovanili e quel fenomeno della “mala movida” che, da qualche estate, trasforma i fine settimana in un terreno di tensione tra divertimento e degrado. Contrastare la somministrazione illegale di alcol significa provare a spezzare una catena che porta a comportamenti pericolosi, a incidenti, a violazioni che ricadono sulla comunità.
Parallelamente, l’Arma ha richiamato tutti — esercenti, residenti, turisti — al rispetto delle ordinanze sindacali. Non sono burocrazia: sono regole pensate per tenere insieme libertà e ordine in un contesto fragile come quello delle aree balneari. Da qui i controlli sul divieto di consumare bevande in contenitori di vetro o latta nelle ore serali, una misura che punta a ridurre rifiuti, rottami, rischi. E da qui anche le verifiche sulla circolazione di biciclette e monopattini nelle zone pedonali, un tema spesso sottovalutato ma che incide sulla sicurezza di chi vive la passeggiata.
La micromobilità elettrica, poi, è diventata un capitolo a sé: casco obbligatorio, contrassegno identificativo, assicurazione. Norme nuove, spesso ignorate, che i Carabinieri hanno riportato al centro dell’attenzione con sanzioni mirate. È un segnale: la modernità non può essere un alibi per l’anarchia.
Non sono mancati interventi sugli esercizi pubblici. In uno dei locali controllati è scattata una sanzione per avere servito alcol a un gruppo di minorenni. Un episodio che, da solo, racconta quanto sia sottile il confine tra leggerezza e responsabilità. E quanto sia necessario che chi lavora nel settore comprenda che la tutela dei giovani non è un optional, ma un dovere.
Tutto questo non è un blitz estemporaneo. È l’avvio di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane, con un obiettivo semplice e ambizioso: restituire a cittadini e turisti una Marina di Ragusa vivibile, pulita, sicura, anche nelle ore notturne. Perché la qualità di un territorio si misura anche dalla capacità delle istituzioni di presidiare i suoi spazi. E dalla maturità di chi li abita.