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la convenzione

Catania dice addio al grande spreco: l'acqua depurata non finirà più in mare

Accordo fra Comune e Sidra per ultimare la condotta del riuso di Pantano d’Arci e riusare otto milioni di metri cubi

24 Luglio 2026, 17:11

17:20

Catania dice addio al grande spreco: l'acqua depurata non finirà più in mare

Entro un anno si porrà fine al “grande spreco". Parliamo degli otto milioni di metri cubi di acqua depurata che, invece di finire come accade oggi nel canale Buttaceto (che sfocia in mare all'Oasi del Simeto), troveranno utilizzi alternativi: intanto in agricoltura, previo ulteriore trattamento, nella Piana di Catania, ma (ed è la novità) anche nella altrettanto assetata zona industriale di Catania.

Come? Attraverso la condotta di riuso dell'acqua depurata dall'impianto di Pantano d'Arci che, dopo essere rimasta irrisolta da almeno otto anni, verrà non soltanto completata, ma anche gestita da Sidra.

La notizia è destinata a segnare il primo vero cambiamento sia sotto il profilo del corretto utilizzo delle risorse idriche sia, per ricaduta, della tutela di ambiente e mare. E stavolta sembra si faccia davvero sul serio. La conferma è stata sollecitata da “La Sicilia" al direttore Lavori Pubblici del Comune, Fabio Finocchiaro, ma anche al presidente di Sidra Mario Di Mulo. Ed è (finalmente) arrivata.

«Sì, è appena stata firmata una convenzione Comune-Sidra - ha ammesso il direttore - affinché la condotta venga completata e resa funzionale entro un anno. In realtà Sidra sarebbe intenzionata a utilizzarla anche al contrario, ovvero verso la zona industriale».

Che, come abbiamo scritto ancora ieri, vede i vigili del fuoco del Distaccamento Sud “a secco" così come le aziende insediate nel sito produttivo. Certo, alla zona industriale l'acqua depurata potrebbe venire utilizzata per antincendio, servizi e lavaggi di piazzali, ma sarebbe una risorsa immediatamente disponibile e certamente superiore a quella attuale.

A Sidra del resto solo di recente era stato affidato dal Comune il ruolo di soggetto attuatore per il potenziamento ed efficientamento della rete idrica nella zona industriale, che tradotto in concreto significa anche cogliere un aspetto di non poco conto: evitare, come è stato finora, di sprecare una risorsa preziosissima come l'acqua depurata, la cui qualità viene costantemente controllata dalla stessa Sidra. Di Mulo, con la prudenza che lo contraddistingue, si è limitato a confermare senza aggiungere dettagli «ci stiamo lavorando».

La condotta si era quasi ultimata già nel 2018, lunga 12 km fino a Lentini dove, in una vasca apposita, le acque avrebbero dovuto subire un ulteriore trattamento per essere poi utilizzate per dissetare la Piana. Ne avevamo scritto a marzo 2018, quando si era realizzato il tratto di condotta che passa sotto il fiume Simeto e, all’epoca, era diventata un caso di studio, precursore perfino del riuso ormai imposto dall'Unione Europea. Salvo poi restare incompleta.

Di certo era uno di quei dossier destinati al dimenticatoio se non fosse stato per un “risveglio della politica", magari dopo le tante pressioni mediatiche, soprattutto dalle pagine del nostro giornale, con in prima fila Mauro Pulvirenti del Comitato Primosole Beach. «E' solo questione di volontà - aveva sempre detto - per tutelare mare e ambiente. Le acque riversate nel Buttaceto negli anni hanno inciso sulla portata del canale e sulla foce, per non dire dell'inquinamento raccolto nel suo percorso e trascinato fino a mare, mai davvero controllato».