Il caso
Fakir, autopsia conferma sangue nei polmoni, il legale: "Asfissia da compressione, ma bisogna attendere"
I primi esiti formulano l'ipotesi soffocamento: i periti dovranno chiarire entro 90 giorni se ha causato la morte
La tac ossea eseguita sul cadavere di Abderrahim Fakir mostra sangue nei polmoni, esito confermato anche dall'autopsia. Mentre non ci sarebbero fratture. Una delle ipotesi è dunque che il 42enne sia morto soffocato dal sangue. Gli esiti dell'autopsia fatta oggi sul cadavere dovranno adesso chiarire entro 90 giorni se il soffocamento è la causa diretta della morte, o una concausa. "Non sono un medico legale, ma ritengo che ci possa essere un indubitabile quadro asfittico da compressione. Ma bisognerà attendere le conclusioni peritarli". Così parla Fabio Anselmo, avvocato dei familiari di Fakir, il 42enne morto domenica durante un intervento della polizia in via Italo Svevo, in zona Pilastro a Bologna.
L'autopsia sul corpo del 42enne è iniziata a metà mattinata al Sant'Orsola di Bologna. Quattro i consulenti nominati dalla procura: il medico legale Valentina Bugelli, direttrice dell’Istituto di medicina legale di Parma, Cristina Basso, docente di Anatomia patologica dell’università di Padova e direttrice dell’unità operativa complessa di Patologia cardiovascolare dell’Azienda ospedaliero-universitaria della città, Manuela Bonizzoli, specialista in Anestesia e Rianimazione e in Cardiologia e direttrice di cure intensive del "Careggi" di Firenze, e il tossicologo Luca Morini dell’università di Pavia.
I primi risultati dell'autopsia confermerebbero quanto già emerso dalla Tac ossea, ovvero che i polmoni del 42enne fossero pieni di sangue. Una delle ipotesi sulle cause del decesso è dunque la morte per soffocamento dal proprio liquido ematico. Un'ipotesi che troverebbe riscontro anche nelle immagini riprese durante l'intervento della polizia di domenica pomeriggio in via Svevo, sia dai residenti, sia dalla bodycam di uno dei due agenti intervenuti, nei primi momenti, quando Fakir viene immobilizzato a terra. I periti dovranno rispondere entro 90 giorni dal termine dell'autopsia, se l'emorragia che ha invaso i polmoni sia stata la causa diretta oppure una delle cause che ha determinato il decesso. Come ha spiegato anche l'avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due agenti, l’autopsia, con termini di 90 giorni assegnati dalla Procura, dovrà chiarire "le cause della morte e tutto quello che ci è ruotato attorno, sull'intervento dei poliziotti e dei sanitari. E anche sulle condizioni di quest’uomo prima che tutto ciò accadesse".