Il progetto
Messina, affidato il collaudo per la riqualificazione delle Torri Morandi
E' un investimento da dieci milioni di euro con il quale la Città Metropolitana lo farà diventare un polo culturale
Adesso c’è anche l’affidamento del servizio di collaudo relativo al progetto di recupero della struttura. La Città Metropolitana compie un nuovo passo verso la riqualificazione delle Torri Morandi, intervento inserito nel Piano urbano integrato e finanziato nell’ambito della Missione 5 del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un investimento da 10 milioni di euro che vedrà sorgere a Capo Peloro un vero e proprio polo culturale che, insieme a Villa Pace, ospiterà il Mira, Mediterranean institute for research and arts, presentato giusto qualche settimana a Palazzo Zanca, alla presenza del ministro della cultura, Alessandro Giuli.
Il provvedimento prende atto dell’aggiudicazione dell’accordo quadro gestito da Invitalia, centrale di committenza individuata dal ministero dell’interno per supportare gli enti attuatori degli interventi Pnrr, e affida il servizio al raggruppamento temporaneo di concorrenti costituito da Lensi Antonino Studio Ingegneria, Gami Engineering Srl e Studio Tecnico Rosato Ingegneri Associati. Saranno loro a svolgere la verifica della progettazione, procedura formale attraverso la quale, sostanzialmente, si controllerà che il progetto sia valido, completo e realizzabile prima di avviare i lavori. L’atto segna un ulteriore concreto avanzamento nell’iter di realizzazione dell’intervento sulle Torri Morandi, uno dei progetti di maggiore rilievo del Pnrr nell’area dello Stretto.
Il complesso, straordinario patrimonio di archeologia industriale, insieme al Pilone di Torre Faro, fu costruito negli anni ’50 su progetto del noto ingegnere Riccardo Morandi, su un’area di 22.300 mq. Alte 22 metri Il loro compito era mantenere i cavi elettrici sempre in tensione grazie a un complesso sistema di tamburi e pulegge. L’edificio nasce infatti come struttura indispensabile al funzionamento dell’attraversamento elettrico dello Stretto, per poi essere dismesso con l’ammodernamento della rete che ne ha reso superflua la sua funzione. Poi un lungo periodo di degrado e abbandono fino al 2021, quando il comune di Messina ha acquistato da E Distribuzione ed Enel Italia l’intera area. Oggi un nuovo futuro.
«Le Torri Morandi hanno rappresentato per decenni uno straordinario simbolo di progresso. Quelle torri - come ha specificato il sindaco Federico Basile - oggi tenderanno fili invisibili tra culture, saperi e persone. Continueranno a unire rive, ma lo faranno attraverso la conoscenza».