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Lo scontro

Carceri, De Lucia denuncia la "perdita di controllo da parte dello Stato". Nordio lo attacca: "Gravità inaudita"

Durissimo botta e risposta tra il capo della Procura di Palermo e il Guardasigilli, Carlo Nordio che punta il dito contro il procuratore: "Ha perso il controllo di sè"

24 Luglio 2026, 22:33

22:40

Carceri in crisi,  De Lucia denuncia la "perdita di controllo da parte dello Stato". Nordio lo attacca: "Gravità inaudita"

Si infiamma la polemica sulle condizioni delle carceri. Ed è durissimo il botta e risposta tra il capo della procura di Palermo, che in un incontro a Palermo ha denunciato la perdita di controllo da parte dello Stato delle carceri, e il ministro di Giustizia, Carlo Nordio, che ha replicato con una nota: "De Lucia ha perso il contro di se stesso", ha detto il guardasigilli.

Nel pomeriggio, durante un incontro ai Cantieri alla Zisa, nel capoluogo siciliano, il capo della Procura di Palermo, Maurizio De Lucia, si era espresso sulle condizioni di sovraffollamento e di perdita di controllo da parte dello Stato, che "non ha più il controllo delle carceri", ha detto il procuratore. Che ha aggiunto: "Vi sono call conference tra chi sta fuori, chi sta dentro e chi è in un altro carcere. La situazione carceraria italiana è complicata, vi è una quantità di persone superiore rispetto a quella che potrebbe contenere una struttura penitenziaria, non abbiamo un adeguato sistema di assistenza ai condannati, molti sono tossicodipendenti e non dovrebbero stare in carcere. Le carceri non esplodono soltanto perché i detenuti non vogliono farle esplodere, il controllo appartiene solo alle organizzazioni criminali che vogliono lasciare le cose per come sono".

Dichiarazioni a cui ha ribattuto duramente il ministro della Giustizia Carlo Nordio: "Il Procuratore di Palermo Maurizio De Lucia ha perso il controllo di se stesso. È di una gravità inaudita che un procuratore offenda l’intero Corpo della Polizia penitenziaria, che svolge il proprio dovere con il rischio della vita. Se qualche fenomeno patologico è avvenuto, un magistrato non può estenderlo all’intero territorio nazionale. Non è il modo migliore per creare quell'atmosfera di leale collaborazione che stiamo attuando, con interlocuzioni attente sia con il Procuratore nazionale antimafia, sia con il Csm, sia con l'Anm".