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la storia

Due trapianti di rene, la rinascita di una madre e di un padre

I pazienti, di Lentini e Francofonte, stanno bene dopo l'intervento. Determinante il percorso seguito dal Centro Dialisi Diaverum diretto dal dottor Vincenzo Puntillo. Appello alla donazione degli organi

24 Luglio 2026, 23:16

23:20

Due trapianti di rene, la rinascita di una madre e di un padre

Lentini e Francofonte unite da una storia di speranza. Una madre e un padre tornano a progettare il domani grazie al dono più prezioso: un rene. Determinante il lavoro dell'équipe del Centro Dialisi Diaverum di Lentini diretta dal dottor Vincenzo Puntillo (nella foto), già dirigente della U.O.S. Nefrologia e dialisi dell’Asp 8 Siracusa nonché direttore dell’Unità operativa complessa di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Lentini.

Due trapianti, due rinascite. Ci sono notizie che vanno oltre la cronaca e diventano testimonianze di vita. Quelle che raccontano come un gesto di straordinaria generosità possa trasformare il dolore in speranza e regalare un nuovo futuro a chi, per mesi o anni, ha vissuto legato a una macchina per la dialisi. Sono le storie di una donna di 50 anni di Lentini e di un uomo di 59 anni di Francofonte, due pazienti che dopo aver ricevuto un trapianto di rene stanno bene, pronti a riprendere il cammino della loro vita.

«Per R.S., madre di un bambino - commenta il dottor Vincenzo Puntillo - il percorso è iniziato nell'ottobre 2024 quando, a causa del lupus eritematoso sistemico, è stata costretta a iniziare la dialisi. Da quel momento ha affrontato con coraggio una quotidianità fatta di sacrifici, terapie e speranza, fino alla chiamata che le ha cambiato la vita: la disponibilità di un rene compatibile. Anche S.M., padre di una figlia, conosce bene il significato della parola speranza. Diciotto anni fa aveva già ricevuto un trapianto renale che gli aveva consentito di vivere a lungo una vita normale. Ma il rigetto cronico dell'organo lo ha costretto, nel maggio 2025, a tornare in dialisi. Una prova difficile, affrontata con grande forza d'animo, fino al secondo trapianto che oggi gli restituisce una nuova prospettiva».

Dietro questi due lieti epiloghi c'è il lavoro quotidiano dell'Ambulatorio di Dialisi Diaverum diretta dal dottor Vincenzo Puntillo, che ha seguito entrambi i pazienti durante tutto il percorso di preparazione al trapianto.

«L'assistenza - prosegue il dottor Puntillo - non si è limitata agli aspetti clinici. La preparazione medica, il monitoraggio costante, il sostegno umano e psicologico e la professionalità del personale sanitario hanno consentito ai due pazienti di arrivare all'intervento nelle migliori condizioni possibili, aumentando le possibilità di successo del trapianto».

Queste due storie rappresentano anche un forte messaggio sull'importanza della donazione degli organi. Ogni donatore può offrire a più persone la possibilità di continuare a vivere, restituendo tempo, salute e speranza a intere famiglie. Oggi entrambi i pazienti possono guardare avanti con fiducia. Per loro si apre una nuova stagione della vita, fatta di progetti, affetti e normalità ritrovata.

«Le loro vicende - conclude lo specialista - ricordano che dietro ogni trapianto c'è una rete di solidarietà che unisce la generosità dei donatori e delle loro famiglie, l'efficienza del sistema dei trapianti e la competenza dei professionisti sanitari che, con dedizione e umanità, accompagnano i pazienti fino al momento della rinascita».

Due storie diverse, un unico messaggio: donare gli organi significa donare vita. E, grazie alla competenza dell'équipe medica del dr. Puntillo e alla generosità di chi ha scelto di donare, oggi i due pazienti possono scrivere un nuovo capitolo della loro esistenza.