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l'invito

L'assoluzione apre la strada al rilancio dell'antiracket: inizia il corteggiamento all'ex presidente

Dopo l'assoluzione Legname sollecita il suo ritorno e ripercorre tre anni e mezzo di battaglie contro pizzo, intimidazioni e isolamento

25 Luglio 2026, 09:58

10:01

Non ha macchia l'uomo simbolo  dell'antiracket siciliano

Renzo Caponetti

Ä stato come una liberazione l’abbraccio tra Renzo Caponetti il presidente storico dell’antiracket e Salvino Legname uno dei suoi più fidati collaboratori che si è assunto l’onore di proseguire l’attività dopo l’indagine per truffa aggravata che ha coinvolto Caponetti e la moglie e che ha portato nel 2022 alla cancellazione dell’associazione dedicata a Gaetano Giordano fondata nel 2005.

L’assoluzione del presidente storico ha chiuso un capitolo molto delicato. Legname, dopo quei fatti, ha fondato una nuova associazione che non porta più il nome del profumiere ucciso dalla mafia nel 1992. Con un direttivo composto da soggetti molto vicini a Renzo Caponetti e una cinquantina di associati rimasti dei 200 iscritti durante la gestione di Caponetti, ha portato avanti l’attività in questi tre anni e mezzo in cui il presidente storico ha dato battaglia con i suoi legali per difendere il suo onore macchiato dall’accusa di aver truffato lo Stato tramite il contributo erogatogli come vittima di mafia.

Dopo la sentenza assolutoria Legname lo sollecita a ritornare in campo. «Credo che Renzo Caponetti debba essere nominato presidente onorario – dice Legname – e poi bisognerà indire nuove elezioni e se lui vorrà si candiderà. Ma bisogna andare avanti. L’inchiesta del 2022 ha causato un grande dolore a lui e alla sua famiglia ma anche un duro colpo ad un’associazione in piena attività che tutta l’Italia ci invidiava. Non possiamo permetterci il lusso di lasciare il territorio senza un presidio di legalità che è fondamentale. Arrivano brutti segnali. C’è chi è uscito dal carcere e vuole cambiare vita e chi no, pizzo e intimidazioni non sono scomparsi. Noi vogliamo continuare a lottare e la presenza di Renzo Caponetti con la sua esperienza è un valore aggiunto».

Salvino Legname racconta come un fiume in piena i tre anni e mezzo della sua presidenza dell’associazione nata dopo che la Prefettura ha cancellato dall’albo quella fondata da Caponetti. «È stata ed è dura – racconta – siamo stati isolati, non considerati perché eravamo un gruppo dirigente che si poneva in continuità con Renzo Caponetti e il suo operato. Abbiamo dovuto affrontare i tentati furti nella sede dell’associazione, il via vai dagli avvocati per presentare ricorsi come quello al Ministero che ha chiesto indietro i fondi di un Pon legalità concluso prima dell’inchiesta su Caponetti, gli associati che si defilavano dicendo che preferivano attendere l’esito della vicenda giudiziaria. Questo fa male perché la lotta al racket è una missione e se ci credi non può essere ad elastico cioè oggi si e domani no in base alle convenienze».

L’associazione antiracket Gela – così si chiama quella dell’era post Caponetti guidata da Legname - ha presentato alla Prefettura istanza per essere iscritta nell’apposito albo. «Perché noi l’attività l’abbiamo svolta – continua Legname- me ne sono fregato della terra bruciata che c’è stata fatta attorno. Abbiamo lavorato anche fuori Gela, assistendo commercianti niscemesi a rischio di vita, un’azienda dei rifiuti di Licata che ho accompagnato a Roma in commissione ambiente, un cittadino gelese strozzato e minacciato di morte, un’azienda gelese minacciata nel Siracusano, una donna di Riesi. Sono stato nelle campagne dove c’è il Far west per convincere i proprietari terrieri vittime di furti e danneggiamenti a creare un coordinamento e reagire insieme. Siamo andati oltre il ruolo di associazione che lotta il pizzo. Ho denunciato la presenza di una vastissima discarica abusiva che era una bomba ecologica. In questi anni grazie all’associazione ci sono state circa 10 denunce. Su alcuni di questi fatti ci sono processi in corso».

Per Legname ora «bisogna archiviare però questi tre anni e mezzo e ripartire con un’associazione forte come lo era prima e iscritta come prima all’albo della prefettura. «Ripartire - ribadisce - potendo contare sull’esperienza di Caponetti e con una selezione rigorosissima degli associati. Noi ad esempio due anni fa non abbiamo risposto alla richiesta di iscrizione avanzata da Impianti Srr.» Ora il presidente aspetta che Caponetti decida cosa fare.