Spaccio di droga
Blitz antidroga al Cep a Messina: otto imputati rinviati a giudizio, processo al via il 13 ottobre
Si tratta del maxi blitz antidroga che ha scovato i magazzini nel Cep gestiti da ex collaboratori, attese per il 29 le prime sentenze in abbreviato
La giudice, Marialuisa Gullino, ha rinviato a giudizio, ieri, gli imputati che hanno scelto di andare avanti col rito abbreviato. Si tratta di: Manuel Abate, Giovanni Basile, Mario Cariolo, Vincenzo Falcone, Massimo Laddea Raffa, Nicola Mantineo, Sebastiano Marino e Samuele Piccolo. Per tutti loro il processo di primo grado comincerà il prossimo 13 ottobre.
Infine, il 18 settembre, sempre in aula d'Assise, si terrà l'udienza per un altro gruppo di abbreviati. Nel collegio difensivo gli avvocati Nino Cacia, Carolina Stroscio, Antonello Scordo, Paola Rigano e Daniela Chillè, Ignazio Panebianco, Salvatore Silvestro e Giuseppe Bonavita.
Si tratta dell'imonente blitz della Polizia di Stato dello scorso gennaio, che ha visto l'impiego di circa cento agenti coordinati dalla Squadra Mobile di Messina, supportati dal personale delle Squadre Mobili di Catania e Siracusa, delle Sisco messinese e etnea, dei Reparti Prevenzione Crimine e delle Unità Cinofile.
L'inchiesta ha mosso i primi passi nel 2022, a seguito del fermo di un fornitore di sostanze stupefacenti. Da quel momento, le indagini della Dda hanno permesso di ricostruire nei dettagli la struttura gerarchica del sodalizio, mettendone in luce l'operatività e i ruoli interni. Il centro nevralgico della rete era radicato nel villaggio Cep, dove il gruppo disponeva dei magazzini destinati al deposito e allo stoccaggio dei carichi di cocaina e hashish. La gestione di questi depositi strategici era stata affidata a ex collaboratori di giustizia.
Nel tentativo di sfuggire ai controlli e alle intercettazioni, i membri del gruppo adottavano rigide precauzioni: parlavano a bassa voce e si coprivano accuratamente la bocca con le mani per evitare la lettura del labiale da parte delle telecamere di sorveglianza piazzate dagli investigatori. Una serie di cautele che si è rivelata inutile di fronte al lavoro d'indagine condotto dagli agenti della Squadra Mobile, riusciti a smantellare l'intera filiera dello spaccio.