Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
25 luglio 2026 - Aggiornato alle 22:27
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Mascali

Quel divieto ignorato dai bagnanti nel tratto di spiaggia di Sant'Anna

Il recente report di Goletta Verde lo indica come uno dei luoghi “oltre i limiti di legge, con evidenti criticità per una scarsa o inefficiente depurazione”

25 Luglio 2026, 21:30

Quel divieto ignorato dai bagnanti nel tratto di spiaggia di Sant'Anna

Il mare di Fondachello, una delle mete balneari più frequentate del litorale jonico, a fasi alterne continua ad essere attraversato da ampie chiazze marroni. Presunti reflui fognari misti a pattume trascinati dalle correnti provenienti da nord e che suscitano la legittima preoccupazione di centinaia di bagnanti. Gli stessi che, però, nonostante i divieti di balneazione, sfidando ogni potenziale pericolo, stazionano nei tratti di spiaggia vietati.

Ignorando la segnaletica, nuotano in mare rimanendo impuniti. Un caso emblematico rappresentato da quel tratto di spiaggia a Sant’Anna di Mascali, frequentato da decine di bagnanti, tra vacanzieri e pendolari del mare. Un cartello esposto in bella vista, seppure parzialmente con i caratteri cancellati, vieta la balneazione e la pesca. Peraltro in quel tratto di mare si riversano i flussi liquidi del depuratore consortile, proprio in corrispondenza della foce del torrente Macchia, censito da Goletta Verde proprio in questi giorni e indicato come uno dei luoghi “oltre i limiti di legge, con evidenti criticità per una scarsa o inefficiente depurazione”.

Quello di Sant’Anna, in territorio di Mascali, è uno dei 3 punti di prelievo del Catanese, risultati tutti fortemente inquinati. La fotografia scattata da Goletta Verde testimonia, ancora una volta, i problemi cronici alla rete di depurazione delle acque reflue, benché l’impianto di Sant’Anna risulterebbe in regola per l’Arpa. Di anno in anno le criticità aumentano, segno che le criticità non vengono affrontate dalle amministrazioni che continuano a girare la faccia per non vedere il problema.

Quello che preoccupa è che molti dei campioni sono stati raccolti alle foci di fiumi e torrenti. I dati emersi dai recenti campionamenti di Legambiente dipingono un quadro impietoso: la foce del torrente Macchia figura tra le zone che hanno ampiamente superato i limiti di legge per la carica batterica, segnalando evidenti criticità indirettamente legate al transito di macchie marroni.