Giarre
Commozione e nostalgia per l’addio ai frati minori Cappuccini
Dopo 102 anni di ininterrotta presenza francescana si chiude un capitolo fatto di fede, servizio, carità e vicinanza quotidiana alla comunità
Si chiude un capitolo lungo oltre un secolo, fatto di fede, servizio, carità e vicinanza quotidiana alla comunità. Dopo 102 anni di ininterrotta presenza francescana, i frati minori Cappuccini hanno dato il loro definitivo addio alla città di Giarre.
Una partenza carica di commozione e nostalgia, culminata in una solenne e partecipata celebrazione eucaristica alla presenza del vescovo della Diocesi di Acireale, mons. Antonino Raspanti, e del ministro provinciale dei Cappuccini di Sicilia, fra Salvatore Zagone. A margine del toccante commiato, il vescovo Raspanti non ha nascosto l’amarezza per un addio che pesa sul cuore dell’intera comunità giarrese. Una scelta sofferta, scaturita da dinamiche che da tempo mettono a dura prova la vita degli ordini religiosi: la forte contrazione delle vocazioni, che da anni impedisce un fisiologico ricambio generazionale; il calo numerico dei frati attivi e la necessità di accorpare i nuclei religiosi rimasti, così da concentrare le forze ed evitare l’isolamento dei singoli conventi.
La comunità del Carmine ha salutato in particolare l’ormai ex parroco, fra Emanuele Artale, chiamato nei prossimi giorni ad assumere la guida della parrocchia dei Cappuccini a Sciacca. Alla cerimonia hanno voluto fare sentire la propria presenza e gratitudine anche le massime autorità civili e militari della città. Il sindaco Leo Cantarella e il comandante della Compagnia dei carabinieri, cap. Mario D’Arco, unitamente a tantissimi fedeli, hanno espresso la profonda e imperitura gratitudine di Giarre per l’operato dei frati: un secolo speso tra ascolto, sostegno agli ultimi e promozione della devozione e dei valori francescani.
La vita parrocchiale proseguirà sotto la guida del clero diocesano: dal prossimo 1° settembre si insedierà infatti ufficialmente il nuovo parroco, don Rosario Di Bartolo. Un passaggio di testimone storico e delicato, che la parrocchia si prepara a vivere con spirito di speranza.