I nodi del Barbera
Tempo scaduto, sullo stadio lo spettro del "game over". Il segretario generale: "Proposta senza visti e pareri, è irricevibile"
Dura nota mentre passano inesorabilmente i giorni verso il termine perentorio di venerdì 31: "Il Consiglio non va investito di oneri non suoi"
Si contano i minuti ma è inutile girarci attorno: il tempo tecnico e regolamentare per portare a casa “illesi” sotto il profilo procedurale la proposta di delibera sulla convenzione per lo stadio Barbera, non stringe: semplicemente, manca. E il cerino, che in realtà è un tizzone ardente, non può restare nelle mani dei consiglieri comunali. Lo dice la Segreteria generale. Mentre scriviamo, tarda serata di ieri, sabato 25 luglio, nessuno - a cascata gerarchica e cronologica, presidenza del consiglio comunale, commissioni competenti, singoli consiglieri - avevano in posta la proposta di delibera da esitare a pena di “morte” amministrativa entro venerdì 31 per non perdere il treno di Euro 2032.
Mentre scriviamo, invece della proposta compiuta, arriva la nota del segretario generale Raimondo Liotta che elenca tutti “buchi”: random, «l’istruttoria non è completa né compiuta», «l’effetto di tale impostazione è di traslare sui consiglieri comunali un onere che spetta agli uffici», «mancano le firme di» (segue elenco, ma quella certamente apposta è soltanto la firma del rup Francesco Trapani a differenza, per esempio di quelle del capo area del Patrimonio Luigi Galatioto, del suo omologo dell’Urbanistica Marco Ciralli, del dirigente del Demanio Ferdinando Nania. Ancora più su, mancano - mentre scriviamo - le firme dell’assessore del Patrimonio Brigida Alaimo e del sindaco Roberto Lagalla. Mancano, ovviamente, anche i pareri contabile del ragioniere generale Bohuslav Basile e di legittimità dello stesso segretario generale.
Ieri, sabato, era l’ultimo giorno di respiro - mozzato, ma ancora respiro - per rispettare le scadenze regolamentari, che impongono l’invio alle commissioni almeno cinque giorni prima della discussione calendarizzata. Non l’unico problema, e forse neppure il più grave: gli organi consiliari non conoscono la proposta compiuta, mentre per ovvia fisiologia nella presa di conoscenza, nello studio e negli eventuali rilievi, mancano visti e pareri. Tutto comprensibile, se si pensa che gli atti sono stati trasmessi a Ragioneria e Segreteria soltanto il 16 luglio da parte del Palermo Football Club, e che gli uffici stanno esaminando la documentazione soltanto da poche ore.
Dando un istante per scontato che la proposta di delibera possa essere calendarizzata domani (ed è lunedì) i cinque giorni spirerebbero proprio sul collo del termine ultimo per l’approvazione, venerdì 31.
Da qui, pare persino superato, con la fiammella ridotta a lumicino l’auspicio, da parte del presidente Tantillo, che le commissioni - che sono tre, la prima Bilancio, la seconda Urbanistica, la quinta Sport - non si prendano tutti e cinque i giorni ma riescano, sempre che domani sia la volta buona per la calendarizzazione, a esitare l’atto in tre giorni, entro giovedì, così da permettere la trattazione venerdì. Con tanti saluti al dibattito consiliare, al quale Liotta ha voluto risparmiare il fardello pesantissimo di assumersi responsabilità e competenze istruttorie che non competono all’aula. Tantillo attende e si affida «alla sensibilità di tutti gli attori di una vicenda di importanza indiscutibile, certo che da parte del consiglio comunale quella sensibilità non mancherà. Nei limiti del possibile, della legge e del regolamento».