Palermo
Servizi per infanzia e adolescenza, la Ragioneria bacchetta il Comune: «Nessuna strategia»
L'assessora Calabrò: "Programmiamo in base alle risorse". Di Gangi (Pd): "Miopia e improvvisazione"
La carota e il bastone, sulle carte del visto contabile per la programmazione dei Servizi sociali per l’infanzia e l’adolescenza. La Ragioneria generale dà l’ok alla spesa dei fondi di poco superiori ai 3 milioni di euro - peraltro extra-comunali, provengono dal Fondo nazionale infanzia e adolescenza del Dipartimento della Famiglia - relativi alle attività 2024, ma bacchetta, e duro, l’assessorato guidato da Mimma Calabrò per l’annosa mancanza della «formalizzazione e della sottoposizione alla giunta del Piano triennale delle attività e dei servizi sociali», in aperta contravvenzione della specifica azione prevista dal Piano di riequilibrio pluriennale.
Si tratta dei progetti destinati ai più piccoli, soprattutto quelli provenienti da famiglie in difficoltà: un bel calderone con dentro lavori e riapertura della Città dei ragazzi, e il progetto Pippi, che l’assessore Calabrò definisce «fondamentale e dalle inestimabili ricadute positive, avendo evitato l’istituzionalizzazione di decine di ragazzi. Continueremo a metterlo in campo, attingendo non più a fondi extra-comunali ma a risorse nostre, una volta esaurito il budget di 375mila euro nel triennio».
Ma il problema della programmazione triennale, per il ragioniere generale Bohuslav Basile, esiste eccome. E a finire nel mirino sono gli asseriti spizzichi e bocconi delle misure: «L’approvazione di singole programmazioni “a stralcio” - si legge - in assenza del quadro generale obbligatorio, aggrava il vulnus al sistema dei controlli interni e contravviene agli impegni assunti dall’Ente nei confronti della Corte dei Conti e del Ministero dell’Interno in sede di procedura di riequilibrio». Viene espressa «estrema censura» per la «perdurante inerzia nel dare attuazione alla misura di risanamento n. 11/2023 del Piano di Riequilibrio». Dunque, «parere di regolarità contabile contrario sotto tale specifico aspetto».
In tema, irrompe la consigliera del Pd Mariangela Di Gangi, che innanzitutto rievoca un’interrogazione dell’opposizione che chiedeva lumi, proprio nel 2024, non soltanto sul rispetto dell’Azione 11 sulla programmazione triennale, ma pure sugli interventi per «sanare la violazione dell’Azione 7, al fine di garantire il pieno utilizzo dei trasferimenti finanziari». E poi attacca direttamente il sindaco Roberto Lagalla per la «strategia miope che si muove a tentoni mentre l’approvazione di un piano sociale avrebbe consentito anche di dare attuazione alla nostra mozione sui tre punti chiavi dell’educativa di strada, dei centri aggregativi e del sostegno alla fragilità genitoriale. Una programmazione seria - come evoca lo stesso ragioniere generale - avrebbe forse, se non evitato, lenito le conseguenze gravissime cui abbiamo assistito in questi ultimi mesi. I soldi ci sono - conclude Di Gangi - oltre 3 milioni all’anno e se l’assessore Calabrò chiede oggi lo svincolo per il 2024, vuol dire che si cumulano ancora 2025 e 2026, con possibilità enormi per riscrivere la storia dei servizi sociali in città».
Calabrò replica: «Siamo in perfetta linea con gli obiettivi e in ordine alla programmazione, la attuiamo nei tempi e nelle modalità adeguate a ciascuna fonte di finanziamento, con obiettivi dosati a misura della specifica erogazione».