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il caso

Caos dietro le sbarre a Caltanissetta, poliziotto finisce d'urgenza al pronto soccorso

Escalation di violenza dovuta al rifiuto dei rapporti disciplinari, i sindacati invocano un intervento concreto e immediato

25 Luglio 2026, 23:34

23:40

 Caos dietro le sbarre a Caltanissetta, poliziotto finisce d'urgenza al pronto soccorso

L’emergenza carceraria in Sicilia torna con forza al centro dell’attenzione dopo una nuova escalation di violenza alla Casa circondariale di Caltanissetta, dove nell’arco di una sola settimana quattro appartenenti alla Polizia penitenziaria sono stati vittime di aggressioni da parte dei reclusi.

L’allarme, rilanciato dalla segreteria nazionale del sindacato CON.SI.PE., fa eco alle polemiche seguite alle recenti dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del procuratore generale di Palermo sulla carenza di controllo negli istituti di pena dell’Isola.

Il primo grave episodio risale a pochi giorni fa: un ispettore è stato aggredito da un detenuto sottoposto al regime di Sorveglianza Particolare (14 bis) dopo il rifiuto di accettare un rapporto disciplinare.

Il recluso lo ha colpito con violenti pugni al torace, accompagnando l’attacco con minacce di morte per indurlo a interrompere il proprio mandato istituzionale.

Considerati anche precedenti analoghi in altri penitenziari, per il soggetto è stato richiesto l’immediato allontanamento dall’istituto.

La tensione è poi esplosa il 25 luglio nel reparto di Alta Sicurezza: ancora una volta, la miccia è stata il rifiuto di un rapporto disciplinare elevato nei giorni precedenti.

Nel tentativo di riportare la calma, un altro ispettore e due agenti sono stati presi a calci e pugni.

Il bilancio è pesante: un poliziotto ha dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso, mentre tutti gli operatori coinvolti hanno riportato lesioni giudicate guaribili in alcuni giorni.

“Il personale è chiamato a gestire una popolazione detenuta sempre più difficile, in un contesto caratterizzato da crescenti tensioni”, denuncia la Confederazione Sindacati Penitenziari.

Il sindacato descrive un clima allarmante, segnato da una sfida aperta all’autorità dello Stato e da ripetuti tentativi di imporre con la violenza logiche incompatibili con la legalità e con il corretto funzionamento del carcere.

Di fronte a questa spirale, il vicepresidente del CON.SI.PE., dott. Francesco Davide Scaduto, ha espresso solidarietà ai colleghi feriti e ha rinnovato un pressante appello alle istituzioni.

La richiesta al Governo è netta: adottare misure concrete per la sicurezza e, soprattutto, procedere con urgenza al ricalcolo delle piante organiche, ritenute ormai del tutto insufficienti a garantire l’ordine, l’efficacia degli interventi e l’incolumità del personale.