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S. Giovanni La Punta

C’è tensione a Trappeto dopo l’uccisione della cagnolina

Residenti preoccupati per il ritorno a casa della donna già protagonista in passato di altre reazioni inconsulte

26 Luglio 2026, 18:54

19:00

C’è tensione a Trappeto dopo l’uccisione della cagnolina

Cresce la tensione a Trappeto dopo la brutale uccisione di una cagnolina, gettata dal quarto piano di un palazzo nei giorni scorsi. Un episodio drammatico che ha portato il sindaco Mario Brancato a firmare immediatamente un trattamento sanitario obbligatorio (Tso) per la donna responsabile del gesto e ad annunciare che il Comune si costituirà parte civile nel processo.

Tuttavia, dietro l’indignazione per la crudeltà dell’atto, a prevalere tra i residenti è un sentimento di reale e profondo terrore. Non si tratta di accanimento, spiegano i vicini, ma di una paura concreta legata all’incolumità pubblica. La donna, infatti, aveva già compiuto un gesto identico 4 anni fa, lanciando un altro animale dallo stesso stabile. La notte dell’aggressione, la situazione è degenerata in un vero e proprio incubo: dopo aver ucciso la cagnolina, la donna ha distrutto la vetrata divisoria del balcone di un vicino, sputando e minacciando i residenti e la moglie in presenza di un figlio di neanche 3 anni, rimasto terrorizzato.

I racconti dei vicini tratteggiano un quadro di escalation di follia e incuria. Settimane prima, i carabinieri le avevano sequestrato un'auto con cui circolava senza patente né assicurazione. Al suo ritorno a casa, la donna aveva scatenato la sua furia prendendo la porta a calci, lanciando uova e vasi, urlando accuse deliranti e urlando che fosse colpa altrui. Il sindaco ha fatto tutto il possibile nei limiti delle competenze amministrative, sottolineando che ora la decisione spetta alla Magistratura affinchè la donna venga dichiarata socialmente pericolosa. Ma il tempo stringe e l'ansia dilaga: i residenti temono che possa fare ritorno a casa da un momento all’altro, potenzialmente peggiorata rispetto a prima. A ciò si aggiunge il timore, alimentato sui social, che qualcuno possa farsi giustizia privata appostandosi sotto casa per “vendicare” la morte della cagnolina. Adesso la situazione passa nelle mani dei giudici.