La riapertura
Ex presidente del Cerisdi: « Castello Utveggio? Sono felice, con noi un primo passo nel 2014»
Sebastiano Torcivia ricorda l'idea da "pionieri" di 12 anni fa
La riapertura di Castello Utveggio rappresenta una nuova pagina per uno dei simboli della città. Ma c'è chi ricorda che un primo percorso di apertura al pubblico era stato avviato già oltre dodici anni fa. È il professore Sebastiano Torcivia, presidente del Cerisdi tra il 2013 e il 2014, dopo Adelfio Elio Cardinale, a ricordare quella stagione di visite guidate, concerti e iniziative che portarono centinaia di cittadini e turisti a salire per la prima volta sul Monte Pellegrino, trasformando un luogo fino ad allora percepito come distante in uno spazio aperto alla città.
Professore, oggi il Castello torna alla città. Che effetto le fa?
«Mi rende felice. Va riconosciuto il merito della Regione per avere investito nel recupero del Castello. Ma credo sia anche giusto ricordare che dodici anni fa iniziò un primo percorso di apertura alla città, documentato da fatti e iniziative che dimostrarono quanto i palermitani desiderassero conoscere e vivere questo luogo».
Come nacque quell'esperienza?
«Il Castello era sede del Cerisdi, un luogo di ricerca, formazione e incontri con studiosi nazionali e internazionali. Insieme al Consiglio di amministrazione decidemmo che quel patrimonio dovesse essere condiviso con i cittadini. La proposta fu approvata all'unanimità e organizzammo le prime visite. Palermo rispose in maniera straordinaria: centinaia di persone salirono a Castello Utveggio. C'era un registro delle firme pieno di commenti entusiasti, purtroppo oggi smarrito. Per molti era la prima occasione per entrare in un edificio che avevano sempre osservato soltanto dalla città».
Quali furono le iniziative più significative?
«Firmammo una convenzione con l'Amat per collegare il Castello con una navetta dal capolinea di largo Sellerio. Organizzammo la Festa di Primavera, aprendo gratuitamente anche il parco, con una grande partecipazione di famiglie, scout e visitatori. Durante il percorso era visitabile anche la stanza che aveva ospitato san Giovanni Paolo II nel 1995. Tutte le iniziative registrarono il tutto esaurito e furono seguite anche dai notiziari della Rai e delle emittenti locali».
Ricorda anche il primo concerto aperto alla cittadinanza...
«Sì. Pensai che il Castello dovesse diventare un luogo di cultura a tutto tondo. Contattai l'allora rettore dell'Università, Giuseppe Silvestri, che era pure presidente del Conservatorio Bellini, che accolse subito la proposta insieme al direttore Daniele Ficola. Così organizzammo il primo concerto aperto alla cittadinanza nel salone del Castello. L'idea era che quella fosse soltanto la prima tappa di una collaborazione stabile con il Conservatorio e con le principali istituzioni culturali della città».
Una visione che oggi è diventata realtà istituzionale geazie all'intervento della Presidenza della Regione.
«Non rivendico un merito personale. Quelle iniziative furono possibili grazie al consiglio di amministrazione del Cerisdi e a tutti coloro che credettero in quella visione. Oggi vedere Castello Utveggio nuovamente aperto significa anche sapere che quella strada era stata tracciata dodici anni fa. È bello, semplicemente, che quel percorso continui».