la zona industriale
Termini Imerese, l'incendio nei capannoni di 7 aziende: aperta un'inchiesta della Procura
Inizia la conta dei danni dopo i roghi di ieri
Un vasto incendio ha devastato la zona industriale di Termini Imerese, lasciando dietro di sé una scia di distruzione e danni stimati già per diversi milioni di euro. Sull'episodio la Procura della Repubblica di Termini Imerese, guidata dal procuratore Angelo Vittorio Cavallo, ha aperto un'inchiesta: il fascicolo, al momento aperto contro ignoti, ipotizza il reato di incendio.
Il rogo, divampato nella giornata di ieri, ha impegnato i vigili del fuoco in un intervento estenuante durato oltre ventiquattro ore. Le fiamme hanno avvolto e danneggiato complessivamente sette attività industriali e commerciali della zona, tra cui depositi, officine meccaniche e strutture del settore nautico. Le squadre dei soccorritori hanno dovuto lavorare a lungo per domare gli ultimi focolai e mettere in sicurezza alcuni capannoni particolarmente complessi da raggiungere, all'interno dei quali il fuoco ha continuato a bruciare fino a poche ore fa.
Questa mattina si è tenuto un briefing operativo in Procura per fare il punto della situazione e coordinare i primi accertamenti investigativi. La stima precisa dei danni è ancora in fase di quantificazione, ma la prima conta evidenzia perdite imponenti per diversi milioni di euro. I investigatori sono ora al lavoro per ricostruire la dinamica dei fatti e accertare le cause che hanno dato origine al disastroso rogo.
“Esprimo la più sincera vicinanza alle imprese della zona industriale di Termini Imerese che hanno subito gravissimi danni a causa del violento incendio che ha colpito l'area. Dietro ogni capannone danneggiato ci sono investimenti, lavoro, sacrifici e il futuro di tante famiglie. A tutte le aziende coinvolte va la solidarietà di Sicindustria Palermo e l'auspicio che possano tornare quanto prima alla piena operatività”. Lo dichiara il presidente della delegazione, Luciano Basile, intervenendo dopo i roghi che hanno interessato l'area industriale di Termini Imerese, causando ingenti danni ad alcuni insediamenti produttivi. “Questi eventi impongono una riflessione seria sul tema della prevenzione. Ogni anno assistiamo al ripetersi di emergenze che mettono a rischio persone, imprese e interi comparti produttivi. Non possiamo limitarci a intervenire quando i danni sono già stati provocati: occorre rafforzare le attività di prevenzione e manutenzione del territorio. Con l'attuale quadro normativo la pulizia delle aree dalle sterpaglie ricade in larga parte sui Comuni, che troppo spesso non dispongono delle risorse economiche necessarie per svolgere questi interventi in maniera tempestiva ed efficace. Il risultato è che, per senso di responsabilità e per tutelare i propri insediamenti, sono frequentemente le stesse imprese a farsi carico di attività che dovrebbero rientrare in un più ampio piano pubblico di prevenzione. È necessario aprire un confronto con le istituzioni affinché vengano individuate risorse adeguate e strumenti normativi più efficaci per garantire la manutenzione delle aree a rischio e la sicurezza delle zone industriali. La tutela del tessuto produttivo passa anche dalla capacità di prevenire eventi come quello che ha colpito Termini Imerese, evitando che si trasformino, ogni estate, in emergenze annunciate”.
Sull'accaduto intervengono anche il presidente di CNA Palermo Mimmo Provenzano e il segretario Pippo Glorioso: "Esprimiamo vicinanza alle imprese colpite dagli incendi che in questi giorni hanno interessato diverse aree della Sicilia, provocando gravi danni alle attività produttive e mettendo a rischio lavoro, investimenti e intere filiere. A chi oggi si trova a fare i conti con produzioni ferme e incertezze per il futuro va la solidarietà della CNA Palermo."
"CNA Palermo condivide e sostiene la richiesta avanzata da CNA Sicilia affinché il Governo regionale dichiari lo stato di crisi e di emergenza regionale e si attivi con il Governo nazionale per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Le imprese colpite non possono essere lasciate sole e hanno bisogno di risposte immediate per salvaguardare attività produttive e livelli occupazionali."
"Gli incendi non possono più essere considerati soltanto un'emergenza estiva. Sono un problema economico che ogni anno colpisce il sistema produttivo siciliano, soprattutto le piccole e medie imprese. Per questo la tutela delle aree produttive deve diventare una priorità, attraverso un piano permanente di prevenzione che coinvolga Regione, Comuni, Protezione civile, Vigili del fuoco, Consorzi industriali e associazioni di categoria."
"Accanto alla prevenzione è indispensabile fare piena luce sull'origine dei roghi. Ogni episodio deve essere accertato rapidamente per individuare eventuali responsabilità e garantire alle imprese di operare in un territorio sicuro."
"Domani la relazione della Commissione regionale Antimafia all'Assemblea regionale siciliana rappresenterà anche un'occasione per riflettere sul rafforzamento degli strumenti di prevenzione e controllo a tutela del territorio e del sistema produttivo. Difendere le imprese significa difendere l'economia della Sicilia."