Caltagirone
Droga e cellulari in carcere con un drone
La polizia penitenziaria intercetta il “carico”: i malviventi speronano l'auto degli agenti e fuggono dopo il blitz fallito
Sventato dagli agenti di polizia penitenziaria in servizio nella struttura - nel caso in questione nel blocco 200 - l’ennesimo tentativo di introdurre materiale vietato - droga, cellulari e altro - nella casa circondariale di contrada Noce, a Caltagirone. Trovati e sequestrati, in totale, 10 panetti di hashish, 3 smartphone con relativi caricabatterie e cavetti Usb e alcune sim-card.
Ogni espediente, dai più tradizionali ai più insoliti, sembra buono per cercare di eludere la sorveglianza. E ogni operazione di successo degli agenti, come quest’ultima, rappresenta un duro colpo, anche economico, per chi alimenta questo mercato sotterraneo nelle carceri.
Stavolta il tentativo, ad opera di ignoti, riusciti a scappare in tempo a bordo di un’auto - una Golf - che ha fatto perdere le proprie tracce dopo avere speronato la vettura degli inseguitori in divisa - è avvenuto in tarda serata attraverso un drone a cui era collegato, per mezzo di una lenza da pesca, un involucro, che è stato recuperato dai poliziotti penitenziari nel tetto dell’istituto.
Un’altra busta è stata dagli stessi, poco dopo, rinvenuta in un casolare diroccato poco distante dal carcere. Evidentemente gli ignoti autori del primo tentativo contavano di attingervi per il secondo carico con lo stesso drone. Ma gli è andata male: non soltanto hanno dovuto rinunciare a raggiungere, con la “merce”, i detenuti che intendevano approvvigionare, ma hanno rischiato di essere bloccati e arrestati, riuscendo a fuggire soltanto perché la macchina degli agenti che li inseguiva ha forato un pneumatico dopo lo speronamento.
Resta il dato di una brillante attività di sorveglianza e di un conseguente pronto intervento degli agenti di polizia penitenziaria, che hanno dato gli esiti sperati.
Si tratta dell’ennesimo ritrovamento compiuto negli ultimi mesi, dai poliziotti penitenziari in servizio, nella casa circondariale calatina, a testimonianza di come quello delle sostanze stupefacenti e dei telefoni cellulari sia un mercato fiorente nelle carceri siciliane, capace di alimentare la rete perversa che lega gli istituti penitenziari al mondo della criminalità che opera all’esterno.
Nel vasto campionario degli strumenti adoperati da malintenzionati per introdurre materiale illecito vanno sempre più annoverati i droni.