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Italia, quasi un litro d'acqua su due si perde nella rete: spreco da 9 miliardi l'anno

Le perdite degli acquedotti italiani raggiungono il 42,4% del totale immesso. Dispersi 3,4 miliardi di metri cubi, sufficienti per 43 milioni di persone

28 Luglio 2026, 16:41

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Italia, quasi un litro d'acqua su due si perde nella rete: spreco da 9 miliardi l'anno

Ogni anno in Italia si disperdono lungo la rete idrica 3,4 miliardi di metri cubi d'acqua, pari al 42,4% del totale immesso negli acquedotti. Una quantità enorme, sufficiente a soddisfare il fabbisogno idrico di circa 43 milioni di persone, che si traduce anche in un danno economico stimato in oltre 9 miliardi di euro all'anno.

È il quadro tracciato dal dossier "C'era una volta l'acqua - La crisi climatica ci ruba l'acqua e il futuro", presentato a Perugia da Alleanza Verdi e Sinistra e realizzato sulla base di dati provenienti da Istat, Ispra, Autorità di bacino e Anbi.

Il rapporto fotografa una situazione che, anziché migliorare, continua a peggiorare. Le perdite della rete idrica nazionale sono infatti salite dal 42,2% registrato nel 2020 al 42,4% del 2022, ultimo dato disponibile. Dietro questi numeri, secondo gli autori del dossier, c'è soprattutto la vetustà delle infrastrutture, con acquedotti in molti casi obsoleti e bisognosi di interventi di manutenzione e ammodernamento.

«Ci troviamo di fronte a un'emergenza che non è più episodica, ma sta diventando strutturale e permanente», ha affermato Angelo Bonelli, leader di Europa Verde, durante la presentazione del documento. «Ogni anno gli istituti di ricerca ci dicono che le temperature aumentano e gli effetti della crisi climatica diventano sempre più evidenti. Nel frattempo continuiamo a perdere 3,4 miliardi di metri cubi d'acqua a causa della vecchiaia delle condotte. È una quantità che potrebbe dare da bere a 43 milioni di persone e che provoca un danno economico di circa 9 miliardi di euro ogni anno».

Il dossier lega infatti la dispersione idrica agli effetti sempre più marcati dei cambiamenti climatici. La riduzione delle precipitazioni, l'aumento delle temperature e la frequenza di periodi di siccità rendono ancora più pesante l'impatto di una rete che disperde quasi un litro d'acqua su due prima ancora che raggiunga abitazioni, imprese e attività agricole.

Sul tema degli investimenti è intervenuto anche Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, che ha chiesto un cambio di passo nelle politiche pubbliche. «Se il governo decidesse di investire le risorse necessarie, anche ricorrendo al debito quando serve, per affrontare in modo strategico la crisi climatica, farebbe un bene non solo al pianeta e alla qualità della vita dei cittadini, ma anche all'economia italiana», ha sostenuto.

Secondo Alleanza Verdi e Sinistra, la priorità è accelerare il rinnovo delle infrastrutture idriche, riducendo le perdite e rendendo il sistema più efficiente e resiliente. Una sfida che, alla luce dell'intensificarsi degli effetti della crisi climatica, viene indicata come sempre più urgente per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento idrico del Paese e limitare gli enormi costi economici e ambientali legati allo spreco di una risorsa sempre più preziosa.