il caso
Fontana frena su Roggero candidato: «Non ci sono possibilità giuridiche»
Il presidente della Camera sull’ipotesi di portare in Parlamento il gioielliere condannato: «Se ci fossero, spetterebbe ai partiti valutare»
La candidatura di Mario Roggero? «Mi sembra che non ci siano possibilità giuridiche». Lorenzo Fontana, presidente della Camera, frena sull’ipotesi di candidare alle elezioni il gioielliere che sta scontando in carcere la condanna per l’omicidio di due rapinatori e per il quale la maggioranza ha avviato una raccolta di firme per chiedere la grazia.
È uno dei passaggi più netti della tradizionale cerimonia del Ventaglio, durante la quale il presidente della Camera ha risposto alle domande dei cronisti sui principali dossier dell’attualità politica. E proprio sulla vicenda Roggero, Fontana prende una posizione che non coincide con l’attivismo della maggioranza e con le iniziative sostenute anche dal suo partito, la Lega.
Il presidente della Camera lascia comunque uno spiraglio, almeno sul piano politico: «Se ci fossero» possibilità giuridiche per la candidatura, «starebbe alla sensibilità dei partiti valutare». Ma la premessa appare tutt’altro che secondaria e ridimensiona l’ipotesi di portare il gioielliere in Parlamento.
Fontana interviene anche sul più ampio tema della sicurezza, sul quale il governo sta accelerando dopo gli ultimi fatti di cronaca. Sulla possibilità di una nuova stretta sulle manifestazioni, dopo gli scontri ai cortei No Tav, il presidente della Camera condanna le violenze ma invita alla cautela: «Di leggi ce ne siano già per garantire che le manifestazioni possano essere svolte in modo pacifico». Ogni eventuale nuova norma, aggiunge, dovrà comunque garantire «il diritto di manifestare e la tutela delle forze dell’ordine».
Sull’imputabilità dei minori, Fontana richiama invece la necessità di tenere insieme due esigenze: «Da una parte serve la repressione, dall’altra serve la riabilitazione», un aspetto che, osserva, «ci dimentichiamo» troppo spesso.
Durante la cerimonia, il presidente della Camera affronta anche il tema della legge elettorale, pur premettendo che «non mi appassiona». L’obiettivo della riforma, spiega, deve essere la «stabilità». Quanto al sistema maggioritario, ammette che «non mi dispiacevano alcuni aspetti», ricordando di essere stato eletto l’ultima volta in un collegio uninominale. E sulle preferenze osserva: «Non è un sistema con cui mi sono trovato male».
Infine una battuta sulla possibile corsa al Quirinale: «Non ho l’età». Fontana, nato nel 1980, nel 2029 non avrà infatti ancora compiuto i 50 anni necessari per essere eletto presidente della Repubblica. Ma sul profilo politico del futuro capo dello Stato mette un punto fermo: chiunque arrivi al Colle «è il presidente di tutti, deve essere un buon arbitro», lasciando quindi la casacca di partito fuori dal Quirinale.