toponomastica
Bufera sulle nuove intitolazioni di strade a Enna: la Prefettura e la Soprintendenza frenano Crisafulli
C'è il rischio annullamento per il mancato rispetto dei tempi di legge: chiesta la rimozione immediata delle targhe appena scoperte
Doveva essere una iniziativa che rendeva memoria ad una figura di riferimento della Resistenza come Pompeo Colajanni, il “comandante Barbato”, e ad un imprenditore che ha segnato la storia della mobilità locale e regionale come l'ingegnere Alessandro Scelfo, ma la scelta del sindaco Mirello Crisafulli di intitolare delle strade e piazze della città ai due si è rivelata un boomerang e terreno di scontro istituzionale, per altro non nuovo come nel caso della Soprintendenza di Beni Culturali.
Le voci giravano già da qualche giorno ma ieri il caso è esploso in tutta la sua potenza da chi racconta di un Soprintendente risentito e nella giornata di ieri si sono aggiunte pure le indiscrezioni di un intervento di fuoco dalla Prefettura.
Fulcro di tutto è il modus operandi del Comune sulla Toponomastica.
A confermare che quelle voci ci sono ed hanno anche un certo peso nella politica locale ed in città, è l'intervento dei consiglieri comunali Paolo Gargaglione e Giusi Macaluso i quali esprimono «piena solidarietà e sostegno alla Soprintendenza per i Beni Culturali di Enna e al Soprintendente, oggetto di un attacco istituzionale tanto ingiustificato quanto inaccettabile da parte del sindaco Crisafulli».
Parrebbe infatti che Crisafulli abbia auspicato un trasferimento del Soprintendente Angelo Di Franco per i recenti contrasti, anche se su questo non ci sono state note ufficiali. Con lui il sindaco ha già avuto degli scontri in tema di museo Alessi e soprattutto sulla presenza del Comune di Enna nel Comitato tecnico scientifico del Parco archeologico di Morgantina tanto da indurre il Soprintendente a prendere una posizione ufficiale e netta.
Per i consiglieri di Enna Futura sulla vicenda toponomastica «la Soprintendenza ha svolto il proprio compito istituzionale» che si può condividere o no «ma è inaccettabile trasformare una legittima valutazione tecnica in un pretesto per attaccare un’intera istituzione e il suo rappresentante». Per Enna Futura «le istituzioni si rispettano, anche quando le loro decisioni non coincidono con le aspettative della politica. Questo è il fondamento di una sana amministrazione e di una democrazia matura».
Da altri ambienti filtra che anche dalla Prefettura ci sia stato un certo fastidio che sarebbe stato esternato anche con una missiva accompagnata da toni tanto duri, quanto diretti e con un chiaro richiamo alla legge nella parte in cui, ad esempio, si ricorda che ogni cambio di denominazione vada fatto previa autorizzazione del prefetto e, comunque, tenendo anche conto che per dedicare una piazza o una strada ad una persona devono trascorrere almeno dieci anni dalla sua scomparsa.
Delle riserve, in tal senso, sono state espresse anche dalla Soprintendenza su alcune delle intitolazioni che non risponderebbero a dei requisiti necessari.
Le delibere frutto di scontro furono approvate dalla giunta comunale il 22 luglio e tra le contestazioni mosse c'è anche il mancato decorso dei dieci giorni dalla loro pubblicazione per renderle esecutive.
L'amministrazione comunale nel frattempo ha però già realizzato in pompa magna sabato scorso le cerimonie di intitolazione che, da quanto filtra, potrebbero anche non essere valide ed è già stata intimata la richiesta di rimuovere la segnaletica per non reiterare quanto contestato.
Una informativa in tal senso è stata inviata anche ad altri uffici coinvolti affinchè non si tenga conto delle deliberazioni del Comune.