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Le origini del pool antimafia

Anniversario della strage di via Pipitone: la Sicilia ricorda Rocco Chinnici

Commemorazioni nel 43esimo anniversario dell'assassinio del magistrato, tra Lucca Sicula, Misilmeri e Palermo, la presentazione del libro 'L'Italia di Rocco Chinnici' e l'eredità del primo pool antimafia per educare i giovani alla legalità

29 Luglio 2026, 10:27

10:30

Anniversario della strage di via Pipitone: la Sicilia e le istituzioni ricordano Rocco Chinnici

Il 29 luglio 1983, in Via Pipitone Federico a Palermo, Cosa nostra spezzava la vita del magistrato con l'esplosione di un'autobomba davanti alla sua abitazione. Nell'eccidio persero la vita anche i carabinieri della scorta — il maresciallo Mario Trapassi e l'appuntato Salvatore Bartolotta — insieme al portiere dello stabile Stefano Li Sacchi

Nel 43° anniversario della strage, la Fondazione Chinnici organizza un ricco programma di commemorazioni tra Palermo, e i suoi paesi d'irigine Misilmeri e Lucca Sicula (dov'è nato). Tra le iniziative, la presentazione del libro "L'Italia di Rocco Chinnici", il corteo per la deposizione delle corone in via Pipitone, la messa in suffragio e una serie di incontri rivolti alle scuole per promuovere la legalità.

Un denso programma per ricordarel'ideatore del metodo condiviso da cui nacque il primo storico Pool antimafia, spezzando l'isolamento dei giudici, creando una squadra di lavoro, e intuendo per primo la necessità di parlare ai giovani nelle scuole per promuovere la cultura della legalità. Chinnici così diede un nuovo impulso alla lotta alla mafia. 

Da Lucca Sicula, in provincia di Agrigento, hanno preso il via le commemorazioni per il 43° anniversario dell’uccisione di mio padre, Rocco Chinnici. La presentazione del libro “L’Italia di Rocco Chinnici”, al quale sono profondamente legata, è stata una nuova preziosa occasione per ripercorrerne la storia attraverso parole, ricordi e testimonianze, ritrovando la forza delle sue idee e la straordinaria attualità del suo insegnamento. Ringrazio il sindaco e l’Amministrazione comunale di Lucca Sicula, La Strada degli Scrittori e la Fondazione Rocco Chinnici. Un ringraziamento particolarmente sentito ai relatori e ai tanti cittadini di Lucca Sicula che hanno voluto condividere con me un momento di memoria così intenso e partecipato in un autentico spirito di comunità, così è intervenuta in un post la figlia del magistrato ucciso dalla mafia, Caterina Chinnici.

A ricordare, a quarantatré anni di distanza, la figura del magistrato e delle altre vittime sono intervenuti i vertici delle istituzioni e della politica. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha dichiarato su X: «Rendiamo un deferente e commosso omaggio a servitori dello Stato che non esitarono a sacrificarsi in nome della giustizia e della legalità. L’intuizione straordinaria di Chinnici, che volle il primo Pool antimafia e capì l’importanza di parlare ai giovani per diffondere una cultura del coraggio, ha segnato una svolta indelebile nella lotta alla criminalità organizzata. Ai familiari delle vittime e a quanti ne custodiscono ogni giorno l’eredità morale e civile, giunga il profondo cordoglio e la vicinanza mia personale e del Senato della Repubblica».

Anche la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico, ha espresso profonda commozione: «Rocco Chinnici è stato un magistrato perbene, lungimirante e coraggioso. Ha avuto l’intuizione di creare il pool antimafia, ponendo le basi per il lavoro che sarebbe stato portato avanti da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Aveva compreso che la mafia si combatte insieme, condividendo competenze e informazioni. Chinnici entrava nelle scuole e nelle università, convinto che la cultura della legalità si costruisse attraverso l’educazione e la responsabilità civile: il suo esempio continua a parlare alle nuove generazioni».

Un ricordo infine anche dal ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati, che ha definito Chinnici «un protagonista dell'Italia migliore, un servitore dello Stato che ha cambiato il modo di combattere la criminalità organizzata. Ebbe l’intuizione di spezzare l'isolamento dei magistrati: nessun giudice doveva essere lasciato solo e nessuna indagine doveva andare persa. Sapendo che la repressione da sola non basta, scelse di parlare ai giovani. Il loro sacrificio resta un esempio di coraggio, dedizione e fedeltà allo Stato».