La denuncia
Corso Timoleonte, inferno in terra: estorsioni, coltellate e prostituzione, residenti e commercianti chiedono aiuto
I residenti e i commercianti da tempo chiedono telecamere, più pattuglie e pulizia straordinaria
Notti di coltellate e bottiglie rotte usate come armi, feriti portati via a braccia dagli amici, botte, scippi, prostituzione e adesso anche il pizzo e le estorsioni.
Le rivelazioni de La Sicilia, che ha raccolto le richieste disperate d’aiuto dei residenti di corso Timoleonte e, per la prima volta, la testimonianza diretta di alcuni commercianti vittime di richieste estorsive, sono arrivate sulla scrivania del prefetto, del sindaco, degli assessori competenti e della Polizia Municipale.
A chiedere a quest’ultima di svolgere accertamenti e trasmettere un'informativa alla Procura della Repubblica sui fatti raccontati nel reportage del nostro quotidiano - violenza, estorsione, spaccio e prostituzione - è il consigliere comunale Paolo Cavallaro, che denuncia anche “le condotte incivili di chi effettua i bisogni corporali sui marciapiedi” così come riportato da La Sicilia.
Al prefetto Cavallaro chiede un rafforzamento del servizio di vigilanza sul corso attraverso le forze dell’ordine, all’ufficio Igiene del Comune di “procedere alla pulizia straordinaria del corso con getto d’acqua calda a pressione” e all’assessore alla Polizia Municipale di “provvedere all’installazione di telecamere di videosorveglianza” lungo tutta la via.
Corso Timoleonte ormai da anni si sarebbe trasformato in un «inferno in terra», come sostengono i residenti, stanchi di dover calpestare spesso le macchie di sangue per le risse a coltellate o l’urina e le feci davanti ai nostri portoni. La pratica dell’estorsione lungo il viale avrebbe raggiunto proporzioni preoccupanti, sebbene molti dei commercianti toccati dal problema preferiscano «per non dover rischiare la vita» fare silenzio e continuare a pagare.