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lutto a siracusa

È morto Franco Neri, addio al papà della “Cannoloterapia”

Maestro pasticcere, musicista, animatore culturale: una vita fuori dagli schemi per il protagonista di una delle storie più originali della città

29 Luglio 2026, 17:37

17:50

È morto Franco Neri, addio al papà della “Cannoloterapia”

Siracusa perde uno dei suoi personaggi più conosciuti, eclettici e originali. È morto Franco Neri, maestro pasticcere e anima della storica pasticceria Alfio Neri, conosciuta ben oltre i confini della città anche grazie alla sua “Cannoloterapia”. Neri si è spento dopo una lunga malattia. La notizia ha suscitato profondo cordoglio in città.

Classe 1960, Neri apparteneva ad una famiglia che dal 1952 porta avanti l’attività dolciaria a Siracusa. La sua storia professionale, però, non si è mai limitata alla pasticceria. Uomo dalle molte passioni, aveva coltivato fin da giovanissimo l’interesse per il teatro, la musica e la cultura, riuscendo negli anni a trasformare le sue attività in altrettante occasioni di incontro e aggregazione.

La sua invenzione più celebre rimane la “Cannoloterapia”, un marchio registrato diventato negli anni una sorta di ambasciatore della sicilianità. L’idea era semplice e al tempo stesso originale: trasformare la degustazione del cannolo in un’esperienza capace di coinvolgere tutti i sensi, recuperando il tempo e il piacere della convivialità. Una filosofia che Neri aveva portato anche fuori dalla Sicilia, con appuntamenti e iniziative organizzati in diverse città italiane.

Il successo della sua intuizione era arrivato persino in ambito universitario. Una studentessa dell’Università di Torino aveva infatti dedicato una parte della propria tesi di laurea proprio alla “Cannoloterapia”, studiandone gli aspetti legati alla tutela del marchio e al marketing digitale. Una storia raccontata da La Sicilia, in un’intervista nella quale Neri ripercorreva una vita vissuta tra pasticceria, arte, musica e iniziative culturali.

«Io non ho un lavoro. Ho una vita», aveva raccontato sintetizzando così il suo modo di intendere l’attività professionale e le tante esperienze che hanno segnato il suo percorso.

Figlio di una famiglia originaria di Lentini, trasferitasi a Siracusa nel 1972, Neri aveva iniziato a frequentare il teatro a soli 13 anni, insieme ai fratelli Tripiciano e al critico d’arte Demetrio Paparoni. Poi la pasticceria, ereditata dal padre, e una passione fortissima per la musica. Negli anni Ottanta era stato tra i primi a portare a Siracusa il fenomeno del video bar, mentre nel 1986 aveva dato vita alle “Terrazze” al Forte Vigliena, in Ortigia, organizzando nel corso degli anni oltre 300 concerti. Tra gli artisti portati in Sicilia anche i Litfiba e i Neon.

Proprio il recupero di Ortigia e la sua trasformazione in luogo di cultura e aggregazione era stato uno dei capitoli ai quali Neri era rimasto più legato. Quando aveva iniziato la sua esperienza alle Terrazze, raccontava, il centro storico era ancora fortemente spopolato. Il suo progetto contribuì a riportare musica, spettacoli e pubblico in uno degli angoli più suggestivi dell’isola di Ortigia.

La “Cannoloterapia”, intanto, era diventata il simbolo più immediatamente riconoscibile della sua creatività. Non soltanto un dolce, ma un rituale: il caffè prima del cannolo, la degustazione, il racconto degli ingredienti e l’invito a fermarsi, rallentare, assaporare. Un’idea capace di trasformare un prodotto della tradizione siciliana in un’esperienza e in un racconto del territorio.

Siracusa perde così un artigiano del gusto, ma anche un protagonista della sua vita culturale e sociale.