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30 luglio 2026 - Aggiornato alle 05:30
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La denuncia

Taormina, attacco dell’opposizione: «Sono finiti i soldi all’Asm»

Per i gruppi la disponibilità economica di cassa negli ultimi tre anni è crollata

30 Luglio 2026, 05:30

Taormina, attacco dell’opposizione: «Sono finiti i soldi all’Asm»

«Crollo della disponibilità di cassa di Asm». A denunciarlo sono i gruppi politici di opposizione “Rinascimento Taormina” ed “Impegno civico per Taormina”. «In tre anni, la disponibilità finanziaria della principale azienda cittadina - si legge in una dettagliata nota - si è ridotta di circa 3,5 milioni di euro: da circa 3 milioni di euro a fine luglio di tre anni fa, si è arrivati a circa un milione lo scorso anno, fino all’attuale ricorso all’anticipazione bancaria. Al 27 luglio i conti correnti risultano a saldo zero e Asm ha già utilizzato 510 mila euro di anticipazione. Non è una normale oscillazione finanziaria, ma il progressivo consumo della liquidità dell’Azienda durante gli anni dell’Amministrazione De Luca».

È quanto si evincere da un estratto conto trasmesso da Asm a seguito della richiesta formulata dal consigliere comunale, Nunzio Corvaia. Ma le contestazioni riguardano anche due delibere approvate dalla maggioranza nell’ultima seduta. «Prima si aumentano parcheggi e funivia per recuperare denaro dagli utenti - dice ancora la nota - poi si approva uno Statuto che riduce il controllo puntuale del Consiglio comunale sulle future decisioni di Asm. Il significato è evidente: l’Amministrazione De Luca presenta il conto della propria gestione a cittadini, lavoratori e visitatori e, contemporaneamente, sottrae al confronto consiliare una parte rilevante delle prossime scelte dell’Azienda. Questi aumenti non sono una politica della mobilità e non sono una strategia turistica: sono una manovra di cassa resa necessaria dal deterioramento finanziario di Asm. Non si può coprire il risultato di questa gestione aumentando parcheggi e funivia», dichiarano Luca Manuli e Marcello Passalacqua. La delibera introdurrebbe aumenti rilevanti per parcheggi e funivia, in molti casi tra il 30 e il 50 per cento e con punte superiori al 150 per cento, dopo gli incrementi già approvati nel 2023. Non contiene una valutazione delle ricadute su turismo, operatori economici, pendolari e competitività della destinazione.