Risanamento
Fondo Basile diventerà un progetto pilota europeo
Alle battute finali il montaggio delle strutture in legno a Giostra dove sorgeranno 60 abitazioni. Altri 32 alloggi sorgeranno a Maregrosso
Il montaggio delle strutture in legno è ormai alle battute finali. Entro febbraio è prevista la consegna dei 60 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica in fase di realizzazione a fondo Basile-De Pasquale, nel cuore del quartiere Giostra.
L'intervento è stato selezionato da Invitalia e dal ministero delle Infrastrutture come modello di buona pratica nell'ambito delle politiche di transizione digitale applicate alle opere pubbliche. Ma non è l'unico riconoscimento ottenuto. Per Rubner Holzbau, azienda specializzata nelle costruzioni in legno che, insieme alla catanese Cosedil, si è aggiudicata l'appalto da 12 milioni e 300mila euro affidato dalla Struttura commissariale per il risanamento, il cantiere di Fondo Basile rappresenta un progetto pilota destinato a diventare un riferimento a livello europeo. L'iniziativa coniuga un innovativo modello di edilizia sociale con l'impegno verso la sostenibilità e il coinvolgimento della comunità. Per la prima volta, infatti, tecnologie a basso impatto ambientale vengono impiegate nella costruzione di alloggi popolari destinati a famiglie che ancora oggi vivono in condizioni di grave disagio abitativo. La principale innovazione è rappresentata dall'utilizzo dei pannelli X-Lam per la realizzazione delle strutture portanti e delle pareti, in sostituzione dei materiali tradizionalmente impiegati nell'edilizia. Gli appartamenti saranno dotati di impianti fotovoltaici, pannelli solari, materiali ecosostenibili e soluzioni tecnologiche capaci di garantire elevati standard di efficienza energetica e sicurezza antisismica. Il progetto prevede la realizzazione di quattro edifici. Grazie a questo intervento il volto di un intero quartiere è destinato a cambiare. E, secondo il cronoprogramma, il traguardo appare vicino.
Fondo Basile non è l'unico cantiere strategico inserito nel piano di costruzione di nuovi alloggi destinati alle famiglie che vivono ancora nelle baracche. A Fondo Saccà sono infatti entrati nel vivo i lavori dell'altro intervento con l'impiego della tecnologia X-Lam. A Maregrosso sorgeranno 32 alloggi per un investimento di oltre 6 milioni.
BENI CONFISCATI. E intanto sono diventati quattro gli alloggi confiscati alla mafia che, dopo gli interventi di ristrutturazione disposti dagli uffici della Struttura commissariale per il risanamento guidata dal presidente Schifani, sono destinati alle famiglie delle ex baraccopoli.
«L’obiettivo è cancellare le baraccopoli e investire sulla crescita sociale e culturale, trasformando patrimoni illeciti in beni destinati alle famiglie economicamente più fragili - ha dichiarato Renato Schifani - . Abbiamo innescato un ciclo virtuoso che, sottraendo i beni all'illegalità, li trasforma in strumenti di sviluppo e inclusione. Gli immobili restituiti al territorio assumono un valore sociale di grande portata: il modello di risanamento che stiamo realizzando a Messina si basa su questa visione ed anche la scelta di acquistare sul mercato o costruire alloggi green rientra in quest’ottica innovativa e di legalità e inclusione».