Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
29 luglio 2026 - Aggiornato alle 21:53
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Sanità

Ospedali del Siracusano al collasso: Di Paola (M5S) accende i riflettori su carenze, liste d’attesa e 100 milioni di mobilità passiva

Il paradosso del Pronto soccorso dell'ospedale Trigona di Noto aperto solo in orari d'ufficio, dalle 8 alle 20

29 Luglio 2026, 21:29

21:31

202424216-54b9e134-bcd9-4b47-9a38-5dd647a6911b

Hon. Nuccio Di Paola

Il viaggio tra gli ospedali del Siracusano diventa l’occasione per accendere i riflettori sulle tante criticità che continuano a mettere sotto pressione la sanità del territorio. Un sopralluogo dopo l’altro, il coordinatore regionale del movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, ha raccolto segnalazioni, ascoltato operatori sanitari e cittadini, denunciando carenze di personale, servizi da potenziare e strutture che attendono interventi non più rinviabili. Una iniziativa che punta a trasformare le criticità emerse in richieste concrete alle istituzioni competenti con l’obiettivo di garantire ai cittadini un’assistenza più efficiente e dignitosa. «Dalle lunghe liste d’attesa per visite ed esami all’indisponibilità della Tac, dalla mobilità passiva che pesa quasi 100 milioni di euro sulle casse dell’Asp, dai turni massacranti per medici e personale sanitario all’incredibile caso di Noto, dove il Pronto soccorso dell’ospedale è aperto dalle 8 alle 20, come se il cittadino possa essere assistito solo in orari d’ufficio. Quando abbiamo avviato la call to action “Sanità X Tutti” - commenta Nuccio Di Paola - eravamo certi di trovare anomalie e malfunzionamenti ma non credevamo di raccogliere questa mole di informazioni e segnalazioni. Subito atti ispettivi e parlamentari». In questi giorni Di Paola si è recato in diversi ospedali del Siracusano: a Noto all’ospedale Trigona, ad Avola al Di Maria, a Siracusa all’Umberto I e poi ancora all’ospedale di Lentini e di Augusta.

«In molte di queste strutture - spiega il vicepresidente dell’Ars - torneremo anche per approfondire alcune questioni, soprattutto riguardanti le liste d'attesa, nell’immediato parleremo con i direttori sanitari delle strutture ospedaliere e non ci fermeremo andando a caccia delle responsabilità politiche di questo disastro. Il dato della mobilità passiva poi è pesantissimo e testimonia l’inefficienza e la mancanza di fiducia verso un sistema sanitario territoriale che spinge i pazienti a curarsi in altre province o fuori dalla Sicilia. Una cifra quella di 100 milioni di euro che, se investita dall’Asp per potenziare personale e servizi, rimarrebbe sul territorio e consentirebbe a migliaia di pazienti di evitare di scappare fuori per curarsi. Un disagio che danneggia i pazienti e le loro famiglie e che non possiamo più tollerare. Non ci fermiamo, l’iniziativa sta andando avanti in tutti gli ospedali siciliani per dare voce ai pazienti e sanitari che subiscono in maniera silenziosa questi continui disservizi. Una cosa è certa, le 9 Asp vanno smembrate. La politica deve uscire dalla sanità. Il nostro programma di governo regionale prevede una sola struttura regionale, snella e operativa per gestire il sistema in maniera veloce, puntuale ed efficiente».