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finanza

Scooter elettrici venduti come bici a pedalata assistita: sequestrati migliaia di mezzi, indagato imprenditore palermitano

Operazione delle Fiamme gialle di Palermo su disposizione del Tribunale di Palmi. Perquisizioni in tutta Italia. Si parla di quasi settemila scooter importati in tre anni senza conformità

30 Luglio 2026, 07:36

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Scooter elettrici venduti come bici a pedalata assistita: sequestrati migliaia di mezzi, indagato imprenditore palermitano

I finanzieri del Comando provinciale di Palermo, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, hanno dato esecuzione a un provvedimento del GIP del Tribunale di Palmi che dispone il sequestro, su tutto il territorio nazionale, di un ingente numero di scooter elettrici commercializzati come biciclette a pedalata assistita ma privi di conformità alla marcatura CE e, dunque, non sicuri per la circolazione e potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori.

Nel procedimento risultano indagati un imprenditore palermitano e una società, anche ai sensi della responsabilità amministrativa degli enti, per i reati di frode in commercio e falso in atto pubblico.

L’operazione, che ha comportato un ampio dispiegamento di forze e il coinvolgimento delle Fiamme Gialle di Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana, ha consentito di sottoporre a sequestro, presso magazzini di grossisti e rivenditori al dettaglio in numerose regioni, migliaia di mezzi importati dall’estero non rispondenti alle prescrizioni della normativa europea e nazionale di settore.

Le indagini del 1° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo hanno riguardato un fenomeno divenuto ormai diffuso e particolarmente insidioso per la sicurezza pubblica. Gli scooter elettrici immessi sul mercato come e-bike a pedalata assistita, nonostante le sembianze, vengono spesso modificati in modo da alterarne le caratteristiche tecniche e circolare sulle strade italiane senza targa e senza omologazione.

Le biciclette a pedalata assistita, note come e-bike o EPAC, sono equipaggiate con un motore elettrico ausiliario di potenza massima pari a 250 Watt, la cui assistenza si interrompe o si riduce progressivamente quando il ciclista smette di pedalare e, in ogni caso, prima che si raggiungano i 25 km/h.

Tali prodotti rientrano nell’ambito della Direttiva europea 2006/42/CE (cosiddetta “Direttiva Macchine”), che ne disciplina la produzione attraverso procedure finalizzate a garantirne conformità, sicurezza e tutela della salute, imponendo, ai fini dell’immissione in commercio, l’accompagnamento con idonea documentazione attestante la regolarità.

Nel dettaglio, gli approfondimenti condotti dai finanzieri palermitani, con il supporto dei colleghi del Gruppo di Gioia Tauro, avrebbero fatto emergere gravi carenze, formali e sostanziali, nella documentazione prodotta da un imprenditore di Palermo a sostegno della presunta conformità di e-bike importate dalla Cina. Tali atti sarebbero stati presentati, dal 2023 a oggi, per l’importazione di almeno 6.885 veicoli agli uffici doganali competenti per lo sdoganamento e l’immissione in libera pratica; indotti in errore dalla documentazione, gli uffici avrebbero disposto i relativi svincoli. Il valore complessivo dei velocipedi non sicuri è stimato in circa 5 milioni di euro.

I successivi riscontri, svolti anche con il contributo dei Ministeri competenti delle Infrastrutture e del Made in Italy e delle associazioni di categoria, avrebbero rivelato un sistema di certificazioni ingannevole, fondato su fascicoli tecnici privi, tra l’altro, dei disegni complessivi del macchinario, degli schemi dei circuiti di comando, dei disegni dettagliati corredati da note di calcolo e risultati di prova, della documentazione relativa alla valutazione dei rischi, delle norme e specifiche tecniche applicate, nonché delle relazioni sulle prove effettuate e delle misure ipotizzate in relazione agli usi scorretti prevedibili e alla modificabilità dei veicoli.

Parallelamente, sono in corso ulteriori verifiche per accertare eventuali violazioni amministrative al Codice del Consumo in materia di pratiche commerciali scorrette o ingannevoli, soprattutto tramite pubblicazioni su siti internet e social network. Gli esiti saranno sottoposti alle Autorità competenti con la collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust e del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza.

L’azione di prevenzione, svolta dalle Fiamme Gialle palermitane prima dell’immissione sul mercato di tali mezzi, risponde anche alle numerose segnalazioni di associazioni di categoria, cittadini, enti pubblici e mass media, che negli ultimi tempi hanno denunciato un utilizzo caotico e fuori controllo di scooter irregolari nelle principali arterie stradali e pedonali di Palermo e delle maggiori città metropolitane italiane. Tali due ruote risultano spesso condotti da minorenni o da adulti privi di patente e, talvolta, impiegati per commettere reati, potendo circolare senza targa, in violazione del Codice della Strada, e senza i costi assicurativi. Una circostanza che accresce il rischio per gli altri utenti della strada, come confermato dall’incidenza di questi mezzi nei sinistri, non coperti neppure dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

Il provvedimento è in fase di esecuzione in tutta Italia: i veicoli a due ruote oggetto d’indagine non possono circolare poiché non conformi alle norme del Codice della Strada e alle disposizioni di settore.