la mossa
«Non ho nulla da nascondere», Delmastro manda le chat alla Procura
Il parlamentare di FdI replica alle accuse politiche e trasmette al procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi la corrispondenza finita al centro dello scontro
Andrea Delmastro passa al contrattacco sul caso delle chat con Mauro Caroccia, al centro dell’inchiesta della Procura di Roma sulla gestione della «Bisteccheria d’Italia». Il deputato di Fratelli d’Italia ha annunciato di avere trasmesso al procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, la corrispondenza intercorsa con il ristoratore, mettendola così direttamente a disposizione dei magistrati.
«Ho provveduto ad inoltrare al Procuratore Capo della Repubblica, Dott. Francesco Lo Voi, via pec la corrispondenza intercorsa relativa alle chat al centro delle polemiche di questi giorni, non avendo alcunché da nascondere», afferma Delmastro in una nota. «Spero che ora cessino le inaccettabili strumentalizzazioni di una certa parte politica che ha provato a rimestare nel torbido e ha alzato solo fango, pur non essendo io neanche indagato».
La vicenda è legata ai rapporti tra Delmastro e Caroccia, già socio dell’esponente di FdI nella società che gestiva il ristorante romano. Caroccia è stato condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver agevolato il clan camorristico dei Senese ed è inoltre coinvolto nell’inchiesta sulla «Bisteccheria d’Italia». Delmastro, invece, non è indagato nell’indagine.
Proprio le conversazioni tra il parlamentare e Caroccia sono diventate terreno di scontro tra magistratura e politica. La Procura di Roma aveva chiesto di poter acquisire le chat nell’ambito degli accertamenti, ritenendole utili a ricostruire i rapporti tra i soggetti coinvolti nell’attività di ristorazione. La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha però negato l’autorizzazione richiesta dai magistrati.
La decisione parlamentare ha aperto un nuovo fronte di tensione tra Palazzo Chigi e la Procura capitolina. I magistrati, secondo quanto riferito dall’Ansa, valutano infatti la possibilità di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale dopo il voto dell’Aula previsto per oggi, 30 luglio.
In questo scenario si inserisce la scelta di Delmastro di trasmettere direttamente a Lo Voi la corrispondenza. Una mossa con la quale il deputato intende, da un lato, ribadire la propria estraneità all’inchiesta e, dall’altro, respingere le accuse politiche di avere cercato di sottrarsi alla trasparenza sulle conversazioni.
Il caso aveva già provocato un duro confronto alla Camera, con maggioranza e opposizioni su posizioni contrapposte. Il centrodestra ha sottolineato che Delmastro non è indagato e che la questione riguarda le garanzie costituzionali previste per la corrispondenza dei parlamentari. Le opposizioni hanno invece contestato il diniego della Giunta, sostenendo che l’accesso alle chat sarebbe necessario agli investigatori per lo sviluppo dell’inchiesta.
Ora Delmastro affida direttamente alla Procura il materiale che è stato al centro del braccio di ferro istituzionale. «Non avendo alcunché da nascondere», ribadisce il deputato, auspicando che la consegna delle conversazioni contribuisca a chiudere il capitolo delle polemiche politiche sulla vicenda.