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L'ERUZIONE

Notte di fuoco sull'Etna, ma ora la lava rallenta e il tremore crolla: verso la fine dell'eruzione?

Dopo la notte di fuoco tra il cratere Voragine e la Valle del Leone, i dati strumentali indicano un possibile esaurimento della fase eruttiva più intensa

31 Luglio 2026, 11:23

11:30

Notte di fuoco sull'Etna: ma ora la lava rallenta e il tremore crolla: verso la fine dell'eruzione?

Foto di Carmelo Schilirò da Bronte

L'Etna torna a mostrare il suo volto più spettacolare, ma i dati strumentali dell'ultima notte indicano che la fase più intensa dell'eruzione potrebbe essersi già esaurita. Il tremore vulcanico, che nelle ore precedenti aveva toccato valori molto alti, è crollato improvvisamente portandosi su livelli normali, mentre nella zona sommitale non si registra più emissione di cenere. Un quadro che, secondo l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), farebbe pensare a un avvicinamento alla conclusione della fase eruttiva.

La colata lavica, generata dall'attività effusiva scattata alle 20:49 (ora italiana) di ieri mercoledì 30 luglio nell'alto settore della Valle del Leone, a circa 2.700 metri di quota, sarebbe tuttora alimentata. Il fronte più avanzato ha raggiunto una quota stimata tra i 1.700 e i 1.750 metri, a monte di Rocca Capra, ma secondo l'Osservatorio etneo il flusso starebbe rallentando: dall'analisi delle immagini della rete di telecamere, i settori più distanti dalla bocca eruttiva apparirebbero infatti scarsamente alimentati. Sono in corso rilievi sul terreno per fotografare con maggiore precisione l'estensione e lo stato della colata.

A tenere banco nella giornata di ieri è stata soprattutto l'attività stromboliana del cratere Voragine, che ha alternato fasi di stanca a momenti di grande vigore. Dopo essere gradualmente diminuita fino a cessare del tutto verso le 13, l'attività è ripresa nel tardo pomeriggio, intorno alle 18:50, guadagnando intensità fino a raggiungere un livello molto sostenuto verso le 21:55. Il fenomeno è proseguito senza interruzioni fino all'1:40 di questa notte, quando si è interrotto in modo repentino. Nella fase di massimo vigore la fontana di lava ha generato una nube di cenere alta circa 7.000 metri sul livello del mare, dispersa dal vento in direzione sud-ovest.

Parallelamente all'attività visibile in superficie, gli strumenti dell'Ingv hanno registrato un andamento speculare del tremore vulcanico, il parametro che misura l'energia del magma in risalita nei condotti dell'edificio vulcanico: l'ampiezza media si è mantenuta su valori alti con tendenza all'aumento fino all'1:40 circa, per poi crollare rapidamente e stabilizzarsi, verso le 3 di notte, su valori bassi, dove permane tuttora. Un tracciato che i vulcanologi leggono come il segnale più chiaro di un possibile esaurimento, almeno temporaneo, della fase più energica dell'eruzione.

Le stesse rilevazioni indicano che la sorgente del tremore si sarebbe spostata nel corso delle ore: fino all'1 di notte era localizzata nell'area del Voragine e della Bocca Nuova, a circa 3.000 metri di quota, per poi spostarsi verso il Cratere di Sud-Est, tra i 2.500 e i 2.900 metri. Anche l'attività infrasonica, dopo un incremento sia nella frequenza sia nell'energia degli eventi legati al Voragine, sarebbe tornata su valori bassi, con le sorgenti ora concentrate tra il Cratere di Nord-Est e la Bocca Nuova. Dalla mezzanotte, infine, non risulterebbero variazioni significative nei dati delle stazioni che monitorano le deformazioni del suolo.

Una buona notizia arriva sul fronte dell'aviazione civile: il Vona, il codice internazionale che segnala il rischio ceneri per il traffico aereo, è stato abbassato da rosso ad arancione. La nuova fase eruttiva del vulcano attivo più alto d'Europa non starebbe quindi condizionando l'operatività dell'aeroporto internazionale "Vincenzo Bellini" di Catania, che resta pienamente funzionante.

L'Etna, dal canto suo, continua a offrire il consueto spettacolo di luce visibile a grande distanza, tra colate che scendono lungo i fianchi disabitati del vulcano e fontane di lava che illuminano il cielo sopra Catania: un fenomeno che, pur imponente, non desta al momento particolari preoccupazioni per i centri abitati né per la viabilità della zona.