IL CROLLO DELLA PALAZZINA
Messina, recuperato il secondo corpo sotto le macerie di Pistunina: si continua a scavare tra fiamme e detriti
La prima vittima estratta questa mattina dalle macerie dovrebbe essere l'imprenditore Carmelo Leone: le ricerche continuano
Il fuoco, a volte, non si vede. Resta sotto, respira piano tra il cemento frantumato, trattiene il calore, altera l’aria, rende instabile perfino il silenzio. È in questo scenario, sospeso fra polvere, lamiere piegate e vuoti da esplorare con la massima cautela, che a Pistunina, nella zona sud di Messina, che i soccorritori continuano a scavare dopo il crollo della palazzina lungo la Strada Statale 114. Nelle prime ore della mattina era stato purtroppo trovato senza vita il primo corpo dei sei dispersi. Poco fa, nel corso delle ulteriori operazioni, è stato individuato anche un secondo corpo.
La notizia segna il passaggio più drammatico di una vicenda cominciata ieri pomeriggio e subito trasformatasi in una corsa contro il tempo, con un dispiegamento imponente di uomini e mezzi. Le squadre specializzate hanno lavorato ininterrottamente in condizioni rese particolarmente difficili dalla precarietà dell’edificio collassato e dalla presenza di fumo e calore tra i volumi sbriciolati, due fattori che impongono ritmi più lenti ma indispensabili per proteggere sia i soccorritori sia eventuali persone ancora coinvolte.
Il ritrovamento e le ricerche che non si fermano
Il primo aggiornamento arrivato nella mattina parlava del ritrovamento di una vittima fra i detriti e del proseguimento delle ricerche per le altre persone considerate ancora irreperibili. Il corpo del primo disperso ritrovato senza vita è stato portato all’obitorio del Policlinico per il riconoscimento ufficiale, anche se informalmente è trapelato che possa essere quello dell’imprenditore Carmelo Leone.
Sempre nel corso della mattinata, i soccorritori hanno individuato e trasferito in obitorio anche un secondo corpo. Si tratta di un passaggio che aggrava ulteriormente il bilancio umano del crollo e che restituisce con crudezza la dimensione della tragedia consumatasi nel quartiere.
Resta però un elemento decisivo: le ricerche, anche dopo i primi ritrovamenti, non si sono interrotte. I soccorsi hanno continuato a muoversi secondo una logica tecnica rigorosa, basata sull’incrocio tra le testimonianze raccolte sul posto, la conformazione della struttura sventrata e le indicazioni provenienti dalle apparecchiature di rilevamento. Secondo quanto riferito nelle dichiarazioni riportate da fonti online, il comandante dei Vigili del Fuoco di Messina, Michele Burgio, ha spiegato che l’intervento segue una strategia definita, costruita proprio sulle informazioni relative ai punti in cui potrebbero trovarsi le persone da raggiungere.

