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San Cristoforo

Casa trasformata in crack house e sequestrata, diffidati i proprietari: «L'abbandono non rende incolpevoli»

Il procuratore: «Così evitiamo che torni a essere una piazza di spaccio»

31 Luglio 2026, 13:25

13:33

Casa  trasformata in crack house e sequestrata, diffidati i proprietari: «L'abbandono non rende incolpevoli»

Per evitare che l’immobile di via Murifabbro a San Cristoforo tornasse ad essere utilizzato come una “piazza di spaccio” di sostanze stupefacenti, la pm Magda Guarnaccia ha chiesto alla giudice per le indagini preliminari di procedere con il sequestro preventivo della casa. La gip Chiara Di Dio Datola ha accolto l’istanza ritenendo che ricorra il pericolo di reiterazione del reato - il traffico di sostanze stupefacenti - nel caso della libera disponibilità dell’abitazione.

A scoprire la “casa della droga” erano stati, nei primi giorni di luglio, i carabinieri della compagnia di Piazza Dante durante un recente servizio “Alto Impatto” disposto in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Un’azione congiunta che era stata pianificata per rispondere all’escalation di violenza “armata” che si era verificata soprattutto nel mese di giugno in vari quartieri catanesi. Sparatorie e ferimenti che hanno portato le forze dell’ordine a intensificare ancora di più gli interventi di prevenzione e repressione.

I carabinieri, in quel caso, avevano localizzato la piazza di spaccio indoor videosorvegliata e blindata. Inoltre, i pusher avevano adottato uno stratagemma per potersi liberare della sostanza stupefacente in caso di blitz degli investigatori. Infatti avevano creato uno scarico - utilizzando praticamente quello del wc - per disfarsi delle dosi commercializzate illegalmente nell’abitazione. Quando i militari hanno fatto irruzione nell’immobile hanno scoperto che l’abitazione era stata trasformata in una crack house. I carabinieri però hanno trovato solo tracce dei cristalli di cocaina, in quanto gli spacciatori sono riusciti a “gettare” le dosi di sostanza nello scarico del bagno. Ma in compenso, gli investigatori sono riusciti a sequestrare un’ingente somma di denaro, precisamente - si legge negli atti giudiziari - oltre 3.000 euro di banconote di piccolo taglio. Cifre che fanno ben comprendere il giro d’affari della casa di spaccio.

I carabinieri della compagnia di Piazza Dante hanno posto i sigilli all’edificio. L’esecuzione è avvenuta con il supporto dei vigili del fuoco. Il pm ha invitato le forze dell’ordine a individuare le modalità «più adatte per rendere effettiva l’assoluta inutilizzabilità dell’immobile».

L’immobile è di proprietà di due coniugi ormai deceduti: i legittimi eredi quindi non avrebbero mai usufruito del bene ora posto sotto sequestro. La procura ha disposto che il provvedimento sia notificato anche agli attuali proprietari dell’immobile, con «l’avviso che un ulteriore abbandono a favore della criminalità non potrebbe essere ritenuto incolpevole».

Il decreto di sequestro ha spiegato, infine, il procuratore Francesco Curcio in una nota, è stato richiesto «per evitare che l’immobile potesse essere nuovamente allestito e utilizzato come “piazza di spaccio”».