Consiglio comunale
Aliquote Tari approvate al fotofinish, aumenti di 10 euro per famiglia a Palermo
In tutto 6 i milioni per mitigare i rincari di Rap, l'opposizione critica: "Le famiglie e le imprese continuano a pagare sempre di più"
Otto milioni in più, circa dieci euro a famiglia. A tanto ammonta l’aumento della Tari varato dal Comune per coprire i maggiori costi del servizio di Rap. Aumento che sarebbe potuto essere anche più salato, ma grazie ad un emendamento tecnico approvato a sala Martorana si è riusciti a contenere il rincaro. Il costo complessivo da coprire con il gettito della tassa sui rifiuti si assesta a 142,618 milioni, circa dieci in più rispetto allo scorso anno. Negli ultimi quattro anni la cifra è lievitata di circa trenta milioni.
Cifre a cui si è arrivati dopo conti, limature e risorse convogliate. Per evitare una stangata più pesante su famiglie ed esercizi commerciali, infatti, saranno utilizzate le risorse della tassa di soggiorno, espediente già utilizzato lo scorso anno e nonostante il quale la Tari era aumentata da 13 a 28 euro a famiglia. Inizialmente, 3 milioni versati dai turisti dovevano servire a coprire i costi del servizio rifiuti, ma grazie alla proposta passata in aula si è riusciti a travasare oltre 5 milioni e mezzo della tassa di soggiorno e contenere l’aumento Tari. Un ulteriore aiuto viene dalle agevolazioni per la raccolta differenziata che pesano per oltre 500 mila euro. Quasi sei milioni, insomma, senza i quali la stangata sarebbe stata pesante con quattordici milioni da coprire con le tasse.
Manovra che i consiglieri di opposizione criticano. «Inaccettabile chiedere ai palermitani ulteriori sacrifici economici a fronte di un servizio di raccolta e gestione dei rifiuti che continua a essere largamente insufficiente», scrivono. In aula gli esponenti di M5S, Pd, Progetto Civico Italia, Contro Corrente e gruppo misto hanno votato no, la delibera è passata con i venti voti della maggioranza.
«Le famiglie e le imprese continuano a pagare sempre di più - dicono i consiglieri di opposizione - mentre Palermo è ancora alle prese con strade sporche, spazzamento insufficiente, raccolta irregolare e numerose situazioni di degrado diffuse in tutti i quartieri».
Per le utenze domestiche le tabelle prevedono da 79 a 276 euro l’anno - spicciolo in più, spicciolo in meno - a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare. A questa cifra si aggiunge una quota che va da 1,39 a 1,82 per metro quadro. Per le utenze commerciali le tariffe variano a seconda del settore merceologico, così (stando alle tabelle allegate all’emendamento approvato che ha riscritto le tariffe) ad esempio se cinema e teatri pagano intorno a tre euro al metro quadro per anno, negozi di ortofrutta, pescherie, attività di vendita di piante e fiori e quelle che commerciano pizza al taglio pagheranno poco più di 41 euro per metro quadro all’anno.
Aumento che arriva nella lunga maratona d’aula per approvare gli atti riguardanti il restyling del Barbera. Specchietto per le allodole, per l’opposizione. «Il sospetto, legittimo, è che i grandi annunci servano da perfetta cortina fumogena. Una distrazione di massa strategicamente posizionata per oscurare il fallimento più evidente dell'amministrazione: l’igiene urbana. Lo stadio diventa così il fiore all’occhiello da mostrare, mentre i quartieri affogano nell’immondizia», dice il capogruppo Pd Rosario Arcoleo mentre i suoi colleghi dell’opposizione chiedono di approvare il regolamento comunale sui rifiuti e di introdurre gli ispettori ambientali.