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Il nuovo stadio

Le carte da giocare per Euro 2032, Palermo va verso una sfida con Firenze

Le chance di essere designati: Torino promossa, favorite Roma, Milano e Napoli. Resta soltanto un posto

01 Agosto 2026, 06:30

06:40

Le carte da giocare per Euro 2032, Palermo va verso una sfida con Firenze

Il presidente Figc Giovanni Malagò

Una tappa, in termini ciclistici un “tappone”, ma non la corsa intera. La partita della designazione concreta è ancora da giocare. Palermo e il Palermo hanno apposto il sigillo al dossier della candidatura per gli Europei di calcio del 2032, indirizzato alla Figc, che sceglierà le cinque sedi. Lista da inoltrare poi alla Uefa entro l’1 ottobre da parte della stessa Federcalcio. Alla fine della pesatura delle altre candidature, non è escluso che lo stadio “Barbera” finisca al ballottaggio - presumibilmente con Firenze - per l’ultimo posto dei cinque disponibili. O magari in panchina, ma come prima delle “riserve”.

Partiamo dalle certezze, che sono Roma, Torino e Milano. E con probabilità che sfiora la certezza, Napoli. La capitale è in una botte di ferro: soltanto ieri il ministro dello Sport Andrea Abodi ha ufficialmente “benedetto” non solo la designazione ma pure la candidatura dell’Olimpico per la finale. Lo stadio capitolino, mentre marcia anche il progetto dello Stadio della Roma, godrà di un contributo fra i 130 e i 140 milioni di euro, finanziato da Sport e Salute, società pubblica proprietaria, per mirati interventi di riqualificazione. L’Allianz Stadium di Torino è stato dal canto suo il primo - e a lungo, e ufficialmente ancora, il solo - impianto promosso. Nodo Milano. Le malelingue dicono che il capoluogo lombardo non è in discussione, perché alla fine “Milan l’è un gran Milan” sempre. Con lo stadio di San Siro ufficialmente privo dei parametri Uefa, e con l’impossibilità di affidarsi al paradosso di designare un impianto in procinto di essere demolito o profondamente ridimensionato, si punterà con verosimile certezza sul nuovo stadio. Ci sono ritardi, e anche forti, ma la candidatura pare certa. Napoli era a mal partito fino ad alcune settimane fa, ma è fresca la presentazione da parte del Comune partenopeo del “Dossier Maradona”, con l’impegno congiunto della Regione Campania e del Comune, per un restyling radicale nel quale dovrebbe fare la parte del leone con circa 200 milioni di euro la Regione guidata da Roberto Fico, dieci volte inferiore il contributo del Comune. Il “Maradona” aumenterà la capienza di almeno cinquemila posti, diventando praticamente uno stadio da 70mila spettatori, mentre le regole Uefa impongono di superare i 30mila per aspirare alla candidatura. Sarà cancellata la pista di atletica, con gli spalti abbassati fino al campo di gioco, sarà riaperto il terzo anello e saranno costruite ulteriori Skybox.

Resta una casella. Cagliari ha scelto una strada simile a quella del capoluogo siciliano dal punto di vista dei finanziamenti, ma con uno stadio nuovo nella stessa area del vecchio Sant’Elia. Lunga concessione e sostanziosi fondi privati, fino a superare appena quota 30mila posti. Genova è in forte ritardo e se da un lato potrebbe pesare il forte rapporto tra la sindaca Silvia Salis e il presidente Figc Giovanni Malagò, dall’altro si registrano ritardi sul ripensamento del Ferraris, che dovrebbe rinunciare anche a una fetta di capienza e che si trova nello stesso quadrante geo-economico di Milano e Torino.

Firenze ha impresso una forte accelerazione, dopo i lavori partiti lentamente, con la demolizione della Curva Fiesole che ora è sotto cantiere per la copertura. La frenata aveva riguardato le incertezze finanziarie per il secondo lotto e per questo è stato avviato un percorso comune con la Fiorentina, mentre la giunta aveva già blindato un impegno autonomo. In “riserva” c’è Salerno, con un progetto di ristrutturazione dello stadio Arechi, grazie ai circa 150 milioni della Regione Campania. Tra Napoli e Palermo, dice qualcuno, «resterà riserva». Allo stesso modo, tra Palermo e Cagliari potrebbe prevalere la maggiore capienza dell’impianto di viale del Fante.

Il lotto potrebbe ridursi dunque a “sette sorelle”: Milano, Roma, Torino, Napoli, Firenze, Palermo e Genova. Con Palermo e Firenze in pole per contendersi l’ultimo posto libero.