Nel Siracusano
Ricominciano i lavori per il lido all'Isola delle Correnti, ma subito vengono rimessi i sigilli: altro sequestro per lo Scialai
Sulla spiaggia di Portopalo di Capo Passero stanotte c'erano gli operai impegnati a montare una struttura in legno. E all'alba sono arrivati i poliziotti
I primi ad accorgersi di quello che stava accadendo, e cioè dei lavori in corso in corrispondenza del lido Scialai, all'Isola delle Correnti di Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano, sono stati gli attivisti ambientalisti. Lì per accertarsi che se una tartaruga marina si fosse trovata a passare da quelle spiagge avrebbe trovato un posto accogliente. Così hanno visto l'inizio del montaggio di una piattaforma di legno negli spazi dove un contenzioso, che ormai dura da tempo, ha fino a questo momento bloccato la costruzione dello stabilimento balneare. Questa mattina, poi, la scoperta che pure le forze dell'ordine stavano osservando quei lavori: il nastro bianco e rosso attorno a un'area sottoposta a sequestro dal commissariato di polizia di Stato di Pachino per la presunta costruzione di un manufatto abusivo.

La storia del lido Scialai, ormai, è diventata di dominio pubblico. Da quando, dopo il sequestro preventivo chiesto e ottenuto dalla procura di Siracusa, la Regione Siciliana ha dichiarato decaduta la concessione demaniale marittima per 1000 metri quadri di suolo demaniale marittimo, dei quali 902,6 metri quadri scoperti e 97,40 metri quadrati coperti, in località Isola delle Correnti, con annessi servizi bar e ristorazione in legno rimovibile. L’area in questione, ricordava la Regione (che quella concessione l'aveva data nel 2013), rientra tra la Zona di protezione speciale Natura 2000 (Zps) e la Zona speciale di conservazione (Zsc).
La società Greco Costruzioni & Servizi srl, titolare del lido, aveva fatto ricorso al Tar contro la decadenza della concessione, ma aveva perso. Così gli avvocati si erano rivolti al Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana che, il 29 luglio, cioè due giorni fa, con un decreto cautelare, ha disposto la sospensione dell'efficacia della decadenza. Per il Cga, infatti, più che le ragioni della società, sono le ragioni pubbliche a essere rilevanti, in questo caso: i cittadini, cioè, devono potere usufruire «dei servizi di ausilio alla balneazione». Nel merito della questione, cioè se la decadenza sia giustificata oppure no, si discuterà a settembre. Intanto, però, intascata questa vittoria, i lavori sono partiti. Subito stoppati dalle forze dell'ordine.