L'inchiesta sulla tragedia
Il crollo a Messina, sequestrata la palazzina: ci sono tre indagati, lunedì gli interrogatori in Procura
Si tratta dei due legali rappresentanti delle imprese impegnate nei lavori di ristrutturazione al piano terra dello stabile, dove avrebbe dovuto aprire un supermercato, e un tecnico
Tre persone sono indagate per il crollo della palazzina che, giovedì scorso, nella periferia sud di Messina, è collassata su se stessa polverizzandosi. La Procura di Messina ha iscritto nel registro degli indagati i legali rappresentanti delle imprese impegnate nei lavori di ristrutturazione al piano terra dello stabile, dove avrebbe dovuto aprire un supermercato, e un tecnico. Uno è un imprenditore del settore della grande distribuzione, che è stato già chiamato dalla procura per un primo interrogatorio interlocutorio.
Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo i magistrati, l’origine del cedimento — che finora ha provocato tre vittime, mentre altre tre persone risultano disperse — sarebbe quindi riconducibile al cantiere aperto per l’ammodernamento dei locali al piano strada. Resta inoltre da verificare se l’avvio delle opere sia stato regolarmente comunicato, come impone la legge, al Comune e al Genio Civile. La dinamica del collasso presenta i tratti tipici di un cedimento delle strutture portanti ai livelli inferiori, la cui rottura potrebbe avere trascinato i piani sovrastanti, implosi verso l’interno. Si fa strada, dunque, l’ipotesi che durante gli interventi sia stato abbattuto un pilastro o un muro maestro, innescando il crollo dell’intero edificio.
Intanto i carabinieri di Messina, guidati dal colonnello Lucio Arcidiacono, coordinati dalla procura hanno sequestrato l’area di via Giorgio La Pira, 31 dove si trova la palazzina crollata, con prescrizioni per la rimozione dei detriti e il loro trasporto, mentre l’area del parcheggio rosso dello stadio San Filippo, con ordinanza del sindaco, è stata dedicata allo stoccaggio delle macerie. Le indagini sono svolte dai carabinieri con il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spresal), l’Asp e i vigili del fuoco e mirano a ricostruire la dinamica dell’episodio e verificare l’eventuale nesso con alcuni lavori in corso nello stabile. «In questa fase - spiega il procuratore - primario e doveroso compito di questa procura della Repubblica, è quello di assicurare l'acquisizione genuina delle fonti di prova, volte a ricostruire la dinamica del crollo e a risalire alle responsabilità individuali».
Dalle macerie, nella giornata di oggi, sono stati recuperati due corpi senza vita: quello di Rosa Leone, sorella dell’imprenditore Carmelo — ritrovato ieri — e un altro, che deve ancora essere identificato dai familiari. Sarebbe quello di Alessandra Frazzica, la commessa ventunenne impiegata nell'emporio al primo piano. Gli altri tre dispersi sono Sara Leone, sorella di Carmelo e Rosa; Santino Magazzù, marito di Rosa Leone e il domestico, il cingalese Lhairu Warnakulasuriya.
La palazzina apparteneva alla famiglia Leone, nome conosciuto in città: il capostipite, Giuseppe Leone, aveva gestito per anni, nello stesso edificio, un negozio di elettrodomestici in cui lavoravano anche i figli. Almeno settanta vigili del fuoco sono ancora al lavoro tra le rovine alla ricerca dei dispersi. Le operazioni sono state rese difficoltose dall’accumulo di gas e dal calore sprigionato dalle batterie al litio del negozio al primo piano, andate a fuoco dopo il crollo. Con il passare delle ore i fumi si sono diradati, rendendo il lavoro dei soccorritori leggermente meno complesso, ha spiegato il comandante dei vigili del fuoco di Messina, Michele Burgio. Un impegno definito “encomiabile” dal sindaco Federico Basile, che ha ricordato come la famiglia Leone fosse “molto conosciuta in città, avendo contribuito per tanti anni anche dal punto di vista sociale”. La giornata è stata segnata anche dalla visita del presidente della Regione, Renato Schifani, che insieme al capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, ha incontrato le autorità locali e i responsabili delle strutture operative impegnate nei soccorsi.
