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L’inchiesta

Crollo della palazzina a Messina, tre indagati. Trovati i corpi di Rosa e Alessandra

Sotto accusa i lavori di ristrutturazione della macelleria. Ancora tre dispersi. Contestati i reati di omicidio colposo plurimo, rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno

02 Agosto 2026, 00:32

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Crollo della palazzina a Messina, tre indagati. Trovati i corpi di Rosa e Alessandra

Omicidio colposo plurimo, rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno. Sono queste le accuse di cui dovranno rispondere tre persone iscritte nel registro degli indagati per il crollo della palazzina che, giovedì scorso, a Messina, nella zona di Pistunina, è collassata su se stessa come un castello di sabbia.

Il provvedimento è stato disposto dalla Procura della Repubblica diretta da Antonio D'Amato che sta coordinando le indagini affidate all'aggiunto Marco Colamonici, Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone.

I tre indagati sarebbero i due legali rappresentanti delle ditte impegnate nei lavori di ristrutturazione al piano terra dello stabile, Alessandro Panarello e Pasquale D'Alì, dove doveva aprire una macelleria e l'ingegnere Pietro Leone. I reati contestati indirizzano anche sulla strada investigativa imboccata dalla Procura per individuare le cause e le responsabilità del crollo e che sarebbero da ricercarsi nel cantiere aperto per il rimodernamento dei locali del piano terra.

Panarello aveva preso in affitto i locali dove sarebbe dovuta sorgere un nuovo punto vendita della sua attività commerciale, mentre D'Alì è il titolare dell'impresa incaricata della ristrutturazione dei locali. Entrambi, tra l'altro, si sarebbero trovati all'interno del locale proprio mentre è avvenuto il disastro e sono tra i feriti trasportati al Pronto soccorso del Policlinico universitario. Saranno interrogati probabilmente nella giornata di domani alla presenza dei loro legali di fiducia.

Ieri mattina, sul luogo del crollo, è tornato anche il Procuratore capo Antonio D'Amato, che ai giornalisti ha sottolineato come la “Procura sia impegnata in una accurata attività di acquisizione nell'immediatezza e sul luogo del fatto di una serie di elementi che saranno indispensabili per la ricostruzione e la dinamica dell'episodio e per individuare le responsabilità omissive o commissive che sono state registrate”.

Un'attività che sta cercando di ricostruire pezzo dopo pezzo il puzzle di quanto avvenuto. “L'attività investigativa – ha detto ancora D'Amato – è svolta a 360 gradi e serve a chiarire una serie di dinamiche, ivi compresa se ci fosse in atto una attività cantieristica in atto per risolvere dei problemi che non sappiamo, strutturali o di semplice intonaco”. E, quindi, sembra si stiano concentrando proprio lì le attenzioni da parte degli investigatori. I Vigili del Fuoco dovranno produrre una relazione dettagliata alla Procura e per questo motivo, sin da giovedì pomeriggio, hanno acquisito materiale da analizzare in maniera approfondita.

Il lavoro dei Vigili del Fuoco non si è fermato nemmeno mai e “andrà avanti finché serve”, ha detto il comandante provinciale Michele Burgio. Ieri mattina, intorno alle 4, è stato estratto il corpo di Rosa Leone mentre nel pomeriggio è stato individuato e recuperato quello di Alessandra Frazzica, la giovane commessa di 21 anni.

“L'individuazione e il recupero sono stati l'uno conseguenziale all'altro perchè avevamo previsto la posizione. Adesso ci sposteremo in un'altra zona dove ci aspettiamo che ci possano essere delle persone vicine. Stiamo incrociando le informazioni dei familiari o dei conoscenti delle vittime e delle persone disperse con i dati che pervengono dalle strumentazioni”. All’appello, ancora, mancano Sara Leone, Santino Magazzù (marito di Rosa), un domestico che era con loro, il cingalese Lhairu Warnakulasuriya.