Attualità
La storia che arriva da Casuzze non è un film: ecco che cosa sappiamo sul caso delle borse con i soldi
Il giornalista d'inchiesta Giuseppe Bascietto lancia alcune ipotesi dopo avere individuato il proprietario della barca
La storia che arriva da Casuzze, come abbiamo detto più volte, sembra uscita da un romanzo di frontiera, ma è tutta reale. Un uomo quasi invisibile, una barca partita da Malta, un tratto di mare improvvisamente diventato scena di un mistero da 750mila euro. A ricostruire la vicenda è il giornalista d’inchiesta Giuseppe Bascietto, che ha seguito passo dopo passo ciò che è accaduto davanti alla costa ragusana, dove le onde hanno restituito pacchi di banconote avvolti in involucri impermeabili, lanciati in acqua nel tentativo di farli sparire.
Il protagonista è un maltese, una figura che sembra vivere ai margini di ogni tracciabilità. Di lui esistono poche fotografie, qualche post sui social che mostra auto smontate e rimontate, porti all’alba, spostamenti tra Sicilia, Calabria e Puglia. Il suo nome compare in un vecchio fascicolo del 2007, quando fu vittima di un’aggressione. Poi quasi nulla, fino a quel giorno in cui la sua barca, proveniente da Malta, si è trovata senza carburante davanti a Casuzze. La Guardia costiera si avvicina, due borse vengono gettate in mare, e dentro non ci sono vestiti o effetti personali, ma denaro. Tantissimo denaro.
Bascietto ricostruisce la rotta: la presenza dell'uomo in questione a Marina di Ragusa già un mese prima, documentata da un post; la barca che si muove lungo la costa, da Marina a Punta Secca, poi Punta Braccetto, fino a Casuzze. Le ipotesi investigative sono ancora aperte: quei 750mila euro potrebbero essere l'intera somma trasportata da Malta o solo ciò che restava dopo un eventuale scambio. Gli elementi da analizzare sono molti: Gps, telefoni, celle, carburante, registri portuali, telecamere. Tutto ciò che può raccontare cosa sia accaduto davvero in quelle ore.
Il contesto attorno alla costa non è irrilevante. Dietro la linea di sabbia ci sono serre, strade secondarie, magazzini, luoghi dove qualsiasi cosa possa essere consegnata e sparire in pochi minuti. Bascietto ricorda che la provincia è già stata toccata da indagini su gruppi criminali albanesi attivi tra stupefacenti, logistica e agricoltura, ma sottolinea che non esiste alcun collegamento provato tra queste realtà e la vicenda del maltese. Le coincidenze geografiche non bastano a costruire una pista.
Resta un uomo, una barca, un mare che restituisce ciò che qualcuno ha tentato di nascondere. Resta un mistero che si apre proprio mentre si cerca di chiuderlo. E resta il lavoro di un giornalista che, come Bascietto, prova a mettere ordine in una storia che scivola tra le mani come sabbia bagnata, seguendo le tracce di un fantasma venuto da Malta e di un denaro che nessuno, per ora, rivendica davvero.