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Il caso

Scontro sulla dizione di un consigliere comunale mette a rischio il gemellaggio Menfi-Imperia

Luciano Zarbano, esponente di Imperia senza Padroni, di origini siciliane, ha comunicato di aver informato il presidente della Regione Siciliana Schifani, il sindaco di Menfi Clemente e il presidente del Consiglio comunale Ferraro

02 Agosto 2026, 11:09

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Scontro sulla dizione di un consigliere comunale mette a rischio il gemellaggio Menfi-Imperia

Luciano Zarbano, consigliere comunale a Imperia

Una vicenda nata in un consiglio comunale in Liguria potrebbe avere ripercussioni fino in Sicilia. Il gemellaggio tra le città di Menfi e Imperia, fondato su Bandiera Blu, olio extravergine e piste ciclabili, rischia infatti di incrinarsi dopo quanto accaduto in una sede istituzionale. Durante la seduta dello scorso luglio del consiglio comunale, un consigliere di maggioranza ha contestato la “dizione” e l’accento di Luciano Zarbano, esponente di Imperia senza Padroni, sostenendo che il suo modo di parlare renderebbe poco comprensibili gli interventi. Una critica che ha immediatamente acceso le polemiche. Zarbano, che ha origini siciliane, ha replicato con fermezza: “In aula conta la competenza, non la pronuncia da telegiornale. La mia inflessione rappresenta le mie origini e non diminuisce il valore delle mie parole”. Ha poi ricordato la sua storia familiare e professionale, segnata da anni di servizio come ufficiale nell’Arma dei Carabinieri e da trasferimenti in tutta Italia, fino alla scelta di Imperia come città dove stabilirsi.

Il caso, come detto, potrebbe non rimanere confinato alla politica locale. Zarbano ha comunicato di aver informato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il sindaco di Menfi Vito Clemente e il presidente del Consiglio comunale menfitano Ezio Ferraro, coinvolgendo direttamente il Comune con cui Imperia è ufficialmente gemellata. Una scelta che apre un fronte istituzionale inatteso. Ora c’è chi teme che l’intesa possa essere rimessa in discussione. Il gemellaggio, approvato dai rispettivi consigli comunali, nasceva come ponte culturale e turistico tra due territori accomunati da qualità ambientale e prodotti identitari. Ma la polemica sulla “dizione” rischia di trasformarsi in un caso politico più ampio, che tocca rispetto istituzionale, sensibilità territoriali e rapporti tra comunità.