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Ricerche

Crollo, a Messina si continua a scavare sotto le macerie: chi manca ancora all'appello

A quasi 74 ore dal crollo i vigili del fuoco scandagliano le macerie per ritrovare altre tre persone. Tre indagati sul fronte dell'inchiesta

02 Agosto 2026, 11:50

13:15

Crollo, a Messina si continua a scavare sotto le macerie: chi manca ancora all'appello

«Stiamo proseguendo nella ricerca dei dispersi e stiamo cercando liberare il più possibile, con delicatezza, il materiale che si trova nei punti dove presumiamo ci possano essere le persone che cerchiamo. Sono principalmente le zone dove si dovrebbero trovare gli appartamenti nell’ala in corrispondenza». Lo ha spiegato l’ingegnere Agostino Fama, funzionario dei vigili del fuoco, nella zona del crollo dell’edificio a Messina di cui sono rimaste vittime sei persone, tre delle quali già recuperate purtroppo senza vita. «Siamo centrati, perché presumiamo di aver individuato la zona, ma questo già dall’inizio. Le idee sono abbastanza chiare e quindi pensiamo di arrivare all’obiettivo, però ovviamente c'è tanto materiale che dobbiamo togliere con estrema attenzione per cercare di non alterare le condizioni», ha aggiunto, riferendo poi che «un nostro collega è uscito in barella, ha avuto un malore ora sta meglio, ovviamente le temperature incidono».

Si cercano una donna e due uomini che ancora mancano all'appello, a distanza di quasi 74 ore dalla tragedia. Restano sotto le macerie Sara Leone, il cognato Santino Magazzú e il collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya. Tutti e tre si trovavano negli appartamenti all'ultimo piano della palazzina al momento del crollo. Ieri erano stati recuperati i corpi senza vita di Rosa Leone e della giovane Alessandra Frazzica che lavorava come commessa nel negozio cinese posto al piano inferiore. Il giorno precedente era stato tirato fuori dalle macerie il cadavere dell'imprenditore Carmelo Leone, proprietario dell'immobile.

Contiamo nella giornata di oggi perché ci stiamo avvicinando sempre di più e ci sono sempre più indizi che conservano la bontà della strategia adottata, ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Messina Michele Burgio parlando con i giornalisti nell'area dell'edificio crollato giovedì scorso. “Abbiamo degli indizi e degli elementi che ci stanno sostenendo nei punti di ricerca, che sono sempre due fronti di scavo che avanzano l'uno verso l'altro, quindi naturalmente restringendosi il campo e le dimensioni dello spazio di ricerca aumentano le probabilità di ritrovare i dispersi”, ha spiegato.

Sul fronte dell'inchiesta ci sono tre indagati.

«Siamo sempre molto vicini ai parenti dei dispersi e comprendiamo quanto sia difficile l'attesa soprattutto in un quadro complesso come questo. Alcuni parenti sono stati spostati al centro di volontariato in una condizione più gradevole nella misura in cui c'è da attendere i lavori di scavo dei vigili del fuoco», ha detto il sindaco di Messina Federico Basile. «Certamente è complicata la valutazione delle cause del disastro che sicuramente non spetta a me, c'è chi ha un’esperienza importante come il capo della protezione civile regionale, che sicuramente ha fatto le sue valutazioni più tecniche, e poi c'è la magistratura che sta indagando. Questa era una costruzione del 1989 abbastanza recente rispetto a quelle che si sono in città e c'è sicuramente un tema che va approfondito sulla tipologia sui materiali utilizzati.

Ci sono regole e sappiamo che c'è chi le rispetta e chi non le rispetta al 100%, poi possono nascere situazioni come questa. Però ripeto, è prematura qualsiasi valutazione perché non sappiamo precisamente quello che è accaduto», ha puntualizzato il sindaco.