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Caldo, sovraffollamento e ascensori fermi: Cavadonna è in emergenza
Oltre 700 presenze costanti e impianti di elevazione inutilizzabili da mesi. Il garante: «Necessario un intervento ispettivo, finanziario e strutturale»
«L’istituto penitenziario di contrada Cavadonna necessita di un intervento ispettivo, finanziario e strutturale straordinario e urgente. Non è possibile gestire una massa critica di oltre 720 detenuti in condizioni di surriscaldamento estivo, blocco totale dei sistemi di sollevamento e ridotti presidi di sicurezza e sanitari».
È dura e schietta la relazione del garante dei diritti delle persone private della libertà, ospiti della casa circondariale aretusea.
Si tratta dell’ennesima fotografia che mette a nudo le tante criticità della struttura detentiva a cominciare dal “grave e cronico sovraffollamento”.
Alla data della visita, avvenuta la scorsa settimana, è stata rilevata la presenza di 724 detenuti mentre nell’ultimo periodo la popolazione detenuta si è mantenuta costantemente sopra la soglia delle 700 presenze.
«Questa pressione numerica – si legge nella relazione del garante dei detenuti, Giovanni Villari - amplifica drammaticamente gli effetti della morsa di calore. La sofferenza è evidente nei volti e nei corpi, segnati da una stanchezza strutturale che affligge l’umore e le prestazioni fisiche sia del personale di polizia penitenziaria sia della popolazione detenuta. Quest’ultima è costretta a rimanere pressoché stabilmente stazionata all’interno delle aree di detenzione. Infatti, i passeggi all’aria aperta non vengono fruiti dalla totalità dei ristretti proprio a causa dell’eccessiva calura».
Villari rileva che, a differenza degli anni passati, nelle aree passeggio non sono presenti nebulizzatori d’acqua per mitigare gli effetti termici.
«I ristretti più fragili – fa notare Villari - ricorrono massicciamente all’infermeria anche solo per il controllo della pressione arteriosa o per ricevere rassicurazioni sul proprio stato di salute. A questi si sommano i detenuti affetti da patologie croniche certificate».
I detenuti continuano a segnalare il problema delle parassitosi da letto e la diffusa presenza di ratti, in particolare nelle aree esterne.
A ciò si aggiungerebbe la presenza di piccoli serpenti all’interno della zona penitenziaria.
Una delle criticità più gravi riscontrate dal garante dei detenuti riguarda il totale malfunzionamento degli impianti di elevazione.
Da diversi mesi gli ascensori fuori servizio sarebbero otto.
«Il preventivo stimato per il loro ripristino – è scritto nella relazione di Villari - oscillerebbe sui 30mila euro. L’iter finanziario da attivare prevede che i fondi debbano essere stanziati dall’ufficio regionale del Provveditorato. Tuttavia, questo meccanismo burocratico risulta ad oggi estremamente lento, appesantito anche dall’elevato numero di richieste provenienti dagli altri istituti della regione Sicilia.
L’area sanitaria della casa circondariale versa in uno stato di sofferenza anche organica.
Il numero complessivo di medici che prestano servizio nella casa circondariale è ridotto a cifre del tutto improponibili per garantire una copertura efficiente.
«A causa di questa scopertura cronica – scrive il garante - accade frequentemente che i turni non trovino un cambio puntuale o che i medici montanti non riescano a raggiungere l’istituto per concomitanti e giustificati motivi professionali. Questa dinamica genera uno stato di spossatezza psicofisica del personale sanitario che impatta inevitabilmente sulla prontezza dell’assistenza».