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Il caso

Lido Scialai, nuovo esposto in Procura: l'associazione Isola delle Correnti chiede il sequestro dei cantieri

Dopo il recente stop ai lavori, gli attivisti denunciano la presunta assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali ed edilizie per la struttura nel comune di Portopalo di Capo Passero

03 Agosto 2026, 11:15

11:20

Lido Scialai, nuovo esposto in Procura: l'associazione Isola delle Correnti chiede il sequestro dei cantieri

Prosegue la vicenda relativa alla costruzione del lido "Scialai" all'isola delle Correnti: l'omonima associazione, rappresentata dall'avvocato Goffredo D'Antona del foro di Catania, ha formalmente depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Siracusa. L'obiettivo dell'azione legale è richiedere il sequestro preventivo della struttura balneare, situata a Portopalo di Capo Passero, per permettere alle autorità di verificare il rigoroso rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalle attuali normative in materia ambientale ed edilizia.

I lavori per la riedificazione dello stabilimento erano ripartiti lo scorso 31 luglio, ma sono stati immediatamente bloccati dall'intervento della Polizia giudiziaria. L'interruzione è scattata a seguito delle tempestive segnalazioni degli attivisti ambientali, impegnati in quei giorni a monitorare il litorale per proteggere la presenza di alcune covate di tartarughe marine. Il lido ha alle spalle una storia giudiziaria e amministrativa travagliata: già nell'agosto del 2025 era stato sottoposto a un provvedimento di sequestro preventivo, evento che aveva spinto la Regione Siciliana a revocare la concessione demaniale marittima alla società incaricata della gestione.

Il quadro è ulteriormente mutato lo scorso 29 luglio, quando la società ha ottenuto dal Consiglio di Giustizia Amministrativa un decreto cautelare che ha sospeso l'efficacia della revoca regionale. Tuttavia, l'associazione Isola delle Correnti ritiene che questa temporanea vittoria amministrativa non sia sufficiente per l'avvio delle opere. Al centro dell'esposto presentato dal legale dell'associazione c'è infatti la ferma convinzione che la sospensiva del tribunale non esonerasse in alcun modo la proprietà dall'obbligo tassativo di ottenere tutte le nuove autorizzazioni edilizie e ambientali prima di poter riaprire il cantiere sulla spiaggia.sirac